AS ROMA NUOTO: INTERVISTA A MASSIMILIANO FABBRI, TECNICO SERIE A2

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INTERVISTA A MASSIMILIANO FABBRI, TECNICO SERIE A2

Con le ultime due vittorie contro Anzio e Latina avete conquistato punti fondamentali per la salvezza. Come ha visto la squadra?

Sono state due partite completamente diverse. La prima, quella contro l’Anzio, ci ha dato pochissime indicazioni. La squadra di Anzio non sta attraversando un periodo particolarmente felice e il risultato di 20-4 lo ha dimostrato. La partita ci è servita per tornare a vincere e per dar modo a Luca Fiorillo di esordire in questo campionato in vista della gara molto importante contro il Latina.

A Latina, invece, siamo partiti male. Dopo un primo tempo molto brutto abbiamo iniziato a produrre gioco. Gazzarini con le sue parate ha suonato la carica: a quel punto ci siamo organizzati meglio in difesa e abbiamo preso le giuste distanze in attacco. E’ stata una sfida difficile, dura, vera; siamo riusciti a subire un gol in meno rispetto a loro e abbiamo vinto. E’ stato bello, soprattutto per i ragazzi che lavorano con impegno e dedizione da settembre.

Sabato vi attende il derby contro la Roma Vis Nova. Come vi state preparando?

Il derby non è mai una partita come le altre. Con la Roma Vis Nova ci alleniamo insieme tutte le sere. Loro occupano una posizione in classifica molto differente dalla nostra. Queste gare vengono affrontate con spiriti diversi – penso agli ex Vis Nova – ma tutti saranno concentrati e pronti a vender cara la pelle. 

Nelle ultime due partite ha pesato anche il ritorno in acqua di Luca Fiorillo, giocatore fondamentale per la promozione in A2 ottenuta lo scorso anno. 

Luca è stato il nostro capitano l’anno scorso e ho ancora negli occhi quel famoso quarto tempo a Bari in cui grazie alle sue giocate abbiamo ottenuto la promozione. I compagni lo chiamano, scherzando, “il salvatore”. Non voglio togliere nessun merito a lui, ma per noi, soprattutto quest’anno, non è il salvatore bensì colui che ci dà equilibrio in acqua. Detta alla perfezione i tempi e gestisce il pallone. Con il suo innesto ho acquistato tre giocatori: Luca, Lisi e Faiella. Questi ultimi erano adattati a giocare in posizione di registi e tolti dalla loro posizione naturale che è quella di grandi finalizzatori.

Le ultime due giornate vi vedranno ospitare in casa la RN Cagliari, per poi volare a sfidare il Muri Antichi Catania. Cosa si aspetta?

Ci aspettano gare molto importanti, resteremo concentrati fino alla fine di questo campionato. Le due formazioni giocano come noi per ottenere punti salvezza. Quello che ho chiesto ai miei giocatori è di affrontare un impegno alla volta, senza fare calcoli.

Quest’anno ha dato molto spazio ai giovani, permettendo loro di farsi le ossa in A2. E’ soddisfatto della loro risposta?

Innanzitutto vorrei puntualizzare che i ragazzi che sono nella rosa della prima squadra sono tutti bravi ragazzi su cui stiamo lavorando con dedizione. Voglio anche sottolineare che non vengono convocati solo in quanto giovani, ma perché lo meritano e si stanno impegnando molto. Dopo questa precisazione, devo dire che in serie A2 hanno avuto modo di esordire alcuni giovanissimi. Alessio Pappacena, classe 1997 in pianta stabile con la prima squadra, ha fatto molto bene ed è in continua crescita; Francesco De Michelis, portiere classe 1999, disputa tutti i diversi campionati del nostro settore giovanile (u15-u17-u20) e ha esordito in A2, dove si è distinto anche con buone prestazioni; Roberto Liolli, classe 97, sta lavorando e ha capacità per far bene; Valerio Carriello, classe 99, ha esordito nella gara di ritorno con il Civitavecchia giocando una buonissima partita contro la capolista; infine Emilio Romanini, anche lui classe 99, ha giocato contro l’Anzio realizzando anche un tiro di rigore.

Stiamo disputando un campionato con obiettivo la salvezza e siamo riusciti a dare tutto questo spazio ai nostri giovani: questo significa che questi ragazzi hanno grandi capacità e noi siamo assolutamente convinti del loro valore, ma soprattutto siamo convinti che la strada intrapresa sia quella giusta.

Il vostro giovane portiere Francesco De Michelis, classe 99, ha ricevuto diverse convocazioni per i raduni nazionali giovanili. Come vede il suo futuro?

Per ora vedo il suo presente. E’ un atleta molto interessante: ha doti fisiche e una buona posizione in porta. Ha delle lacune, ma stiamo cercando di lavorare per eliminare questi difetti. In partita non dimostra l’età che ha. Lavorando con impegno e serietà avrà un futuro sportivo roseo. Questo è quello che ci auguriamo.

I giallorossi stanno collezionando successi anche nel settore giovanile, dove spicca la categoria Under 15, imbattuta a due giornate dalla fine del campionato. Qual è il suo giudizio sui giovani della Roma ?

Puntiamo e crediamo molto nel settore giovanile. Il gruppo U15 è molto valido, nato dalla scuola Atlhon, dove Gianni Orsini e Andrea Calderone riescono a “produrre” sempre gruppi competitivi. Quest’anno i nostri nati 99 sono davvero molto bravi, e come dicevo prima alcuni di loro hanno anche avuto la fortuna di esordire in serie A2. Il mio giudizio per ora è sicuramente positivo, ma per il settore giovanile il bello deve ancora venire.

Anche con l’Accademia di Salvamento, società satellite, state ottenendo buoni risultati. Ci può fare un punto della situazione?

Vi svelo un segreto: quando a fine agosto mi è stato detto che era in progetto la possibilità di avere come società satellite l’Accademia di Salvamento mi ha fatto molto piacere. Ho lavorato in passato con Tiziana Tramontana insieme a Giampaolo Grilli e Davide Grilli e ci siamo trovati molto bene. Al momento di individuare la guida tecnica abbiamo fatto molte riunioni, terminate quando ho proposto il nome di Stefano Poduti. Ha fatto un lavoro straordinario, e anche se la stagione non è ancora terminata, si è dimostrato una persona e un tecnico di altissimo livello, nonostante fosse alla sua prima esperienza. Ha saputo gestire un gruppo molto eterogeneo formato da senatori e da giovani che l’anno passato avevano giocato solo in ambito giovanile. Ha saputo creare una perfetta alchimia. Possiamo ancora fare meglio, e sono sicuro che Stefano troverà la strada per crescere ancora.

Oltre ad essere responsabile della prima squadra è anche responsabile dello staff tecnico. Ci può parlare di questo ruolo?

E’ un ruolo sicuramente complicato e di responsabilità, ma sono fortunato perché posso contare su bravissimi collaboratori. Gianni Orsini, Andrea Calderone e Roberto Gatto stanno svolgendo un ottimo lavoro, coadiuvati da Roberto Ricupito che si occupa della parte della preparazione atletica, accordata con il guru Mario Andolfi, che segue quella della prima squadra. Nel nostro staff la tavola è rotonda. Cerco di raccontare la mia esperienza, ma spesso prendo spunto anch’io dalle loro riflessioni.

Secondo lei la Roma Nuoto come dovrà impostare il suo futuro?

La Roma dovrà impostare il suo futuro sulla capacità di fare un passo alla volta, senza farsi prendere dalla smania e bruciare le tappe. La storia della pallanuoto romana è piena di società che non sono state in grado di portare avanti progetti proprio perché, bruciando le tappe, si sono trovate con facilità nell’élite e poi non sono riuscite a gestire le risorse economiche a disposizione e sono state costrette a chiudere. Devo dire che i presidenti Cristofaro e Grossi, nonostante la giovane età, stanno dimostrando di avere qualità umane e gestionali importanti. Possono contare sull’ottimo lavoro del direttore generale Giampaolo Grilli, ma soprattutto sull’ausilio di quel Mario Fiorillo che non ha certo bisogno di presentazioni. Tra le altre cose da ricordare di Mario va detto che è stato l’ultimo dirigente a vincere lo Scudetto a Roma, nella stagione 1999-2000.

Obiettivi immediati e futuri.

Il primo è quello di salvarci matematicamente con la prima squadra. Certo, farlo al derby sarebbe bellissimo. Poi passare il turno con la nostra U17 e arrivare in finale con la U15.

Per quanto riguarda gli obiettivi futuri, il primo è sicuramente quello di migliorarci con la serie A2, lottare per l’accesso ai play-off, inserendo giovani di grandi speranze, aspetto su cui la società sta già lavorando. E poi avviare una scuola pallanuoto e cercare di renderla il più numerosa possibile. Vorrei che si potesse iniziare a parlare di titolo giovanile senza aver timore di essere ridicoli…

Dopo molte stagioni come allenatore dei settori giovanili, ha fatto una giusta esperienza anche come allenatore di prime squadre. Ci può descrivere quali differenze ha riscontrato? E ora cosa preferirebbe fare?

Sono lavori totalmente differenti. Sempre di pallanuoto si parla, ma con i giovani il tuo obiettivo è selezionare e lavorare per una crescita soprattutto individuale (specialmente nelle categorie più giovani) e il risultato è fine a se stesso, mentre con la prima squadra il lavoro è molto più psicologico e motivazionale. Gli atleti sono uomini, alcuni hanno mogli e figli, problemi quotidiani da affrontare. Il lavoro del tecnico è molto più difficile sul piano della gestione del gruppo. Dal punto di vista tecnico, secondo me, bisogna cercare di mettere in pratica un gioco che riesca ad esaltare le qualità dei propri atleti. In futuro mi piacerebbe tornare ad allenare nel settore giovanile. Ora preferisco terminare il mio cammino di crescita con la prima squadra.

Ad inizio stagione ha detto che a salvezza mantenuta si sarebbe messo a dieta. Che ci può dire?

Che per ora non essendo ancora salvi, mangio! Ma se dovessimo ottenere la salvezza… dieta!