Basket Serapo: Il saluto di coach Fabio Nardone

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Si avverte sofferenza nel tono di voce di coach Nardone. A poche ore dalle dimissioni rassegnate, il tecnico fondano, ma ormai gaetano d’adozione, ci parla della decisione presa, decisione sofferta ma probabilmente o evidentemente necessaria per il bene di tutti. Una decisione che comunque non cancellerà le tante emozioni, soddisfazioni, i tanti traguardi raggiunti in questi ultimi anni, né i rapporti di profonda stima, amicizia e rispetto instaurati. Perché se le strade del Basket Serapo e di Fabio Nardone adesso si dividono, non è detto che debbano restare tali per sempre:

“Ho instaurato qui a Gaeta – ci spiega coach Nardone – un rapporto quasi familiare, con la città, i dirigenti, i tifosi e i giocatori. Vorrei esprimermi ripercorrendo e ricordando quanto abbiamo costruito negli ultimi anni con Salvatore e Luigi (Vagnati e Siniscalco, ndr), che hanno intrapreso un cammino partendo da una situazione deficitaria, e arrivando poi a raccogliere successi e soddisfazioni, diventando così un esempio, grazie alle scelte fatte, prima a livello regionale e poi nazionale. Purtroppo, gli eventi hanno portato all’impossibilità di dare continuità a quanto fatto precedentemente, e costretto la società con grande rammarico a fare molti passi indietro, non avendo ricevuto alcun aiuto nonostante le ripetute richieste. Per quanto mi riguarda, devo dire che non ho vissuto questa esperienza solo come allenatore, perché si è creato un vero e proprio legame affettivo con il Basket Serapo. Ed è stata una vera sofferenza scrutare negli occhi di Salvatore e Luigi l’amarezza e il dispiacere causati dalla mancanza del sostegno necessario per continuare quel qualcosa di speciale che era già diventato realtà. Non potrei dimenticare mai persone come Pierluca, Nazareno, Antonello, Fulvio, Silvio, la famiglia Tribuzio, la famiglia Pesigi e tanti altri, che hanno fatto sì che si costruisse una vera famiglia. E adesso è giusto che le cose vadano così, in maniera che possa rimanere un grande ricordo fatto di momenti speciali trascorsi insieme e di tanti traguardi raggiunti che nessuno ci potrà togliere, e che rimarranno sempre esposti nella nostra sede”.
Un rapporto che sarebbe dunque riduttivo definire solo professionale: “La mia gratitudine nasce prima dal punto di vista umano e poi da quello professionale, e non nascondo la sofferenza che sto provando per questo allontanamento, che spero non sia definitivo. Senza contare la sofferenza provata quando ho dovuto parlarne ai miei giocatori. Ma proprio per i buoni rapporti ed il rispetto che c’è tra me, la società e la città, penso che adesso sia giusto rispettare la sofferta decisione. Vivere un rapporto non solo a livello lavorativo, ma mettendoci anche tanto sentimento, alcune volte può dimostrarsi positivo, altre, invece, può farti star male, come sta accadendo ora, perché si è chiuso un ciclo che non capita spesso di vivere, con un bagaglio fatto di amicizia e stima reciproca che mi accompagnerà per sempre. Concludo con una considerazione che non faccio da allenatore ma da tifoso: è tanta la rabbia che provo per la mancanza di attenzione che c’è stata nonostante i sacrifici fatti da tutti, in primis da Salvatore e Luigi. Il Basket Serapo avrebbe meritato ben altro aiuto, per l’esperienza magica che ci ha fatto vivere e che comunque rimarrà per sempre, per noi e per tutta la città”.

Per Sportgaetano, Alessandra Aprile