CASERTA: CALUNNIA, ASSOLTI IPPOLITO E PASQUARIELLO.

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Caserta, località San Clemente
Caserta, località San Clemente

E’ terminata a Caserta, con la piena assoluzione di Antonio Ippolito e Maddalena Pasquariello una vicenda giudiziaria che riveste rilevante interesse per l’importanza della sentenza, intervenuta a chiarire alcuni aspetti della calunnia, un reato spesso al centro delle cronache. Tutto nasce da una denuncia per danneggiamento d’alcune parti condominiali di un fabbricato in località San Clemente che i due sporgevano nei confronti di Ciro Ianniello sulla scorta di quanto avevano oggettivamente rilevato. In quel giudizio, però, il vice procuratore onorario incaricato di valutare i fatti accaduti richiedeva l’archiviazione del procedimento. A questo punto Ianniello denunciava per calunnia Ippolito e Pasquariello, chiamando i giudici ad intervenire su un’ipotesi di reato assai grave: la calunnia prevede una condanna fino a 6 anni di carcere. Il dibattimento terminato in questi giorni, invece, ove Ippolito e Pasquariello erano difesi dall’avvocato Dezio Ferraro, ha chiarito i fatti, anche sulla scorta di cinque testi a difesa, chiamati a chiarire le circostanze reali dei fatti che avevano originato la vicenda. Secondo quanto esposto dall’avvocato Ferraro è così emerso che i due imputati non avevano mai posseduto l’elemento soggettivo dell’innocenza di Ianniello rispetto al danneggiamento che pure era avvenuto e per il quale lo avevano ritenuto responsabile. Al termine del processo nel quale il denunciante si era anche costituito parte civile chiedendo il risarcimento, quindi, nonostante il pubblico ministero avesse richiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi gli imputati difesi dall’avvocato Ferraro sono stati assolti “perché il fatto non costituisce reato” dal giudice monocratico Luciana Crisci.