Concorso vigili, Stefanelli: “La giunta si smentisce da solo, cambiando il regolamento”

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“Ci dispiace per le centinaia di ragazzi e ragazze che aspettano questo concorso da anni. Ci dispiace per gli stagionali storici che si vedranno sorpassati dai colleghi di alti Comuni.

Devono ringraziare l’amministrazione comunale se tutto ciò sta accendendo e la sua proverbiale ostinazione. Mentre un sentito ringraziamento va al Comandante della Polizia Municipale che, con prontezza e responsabilità, ha ovviato alle reali necessità del paese prevedendo l’utilizzo delle graduatorie altrui per poter rispondere alla domanda di sicurezza e controllo durante i mesi estivi”. Lo dichiara Gerardo Stefanelli, capogruppo di Minturno Cambia, in merito alla selezione pubblica per 30 operatori di vigilanza.
“Il pasticcio sul concorso dei vigili urbani – commenta Stefanelli – impone l’utilizzo di graduatorie altrui. Per mesi ci siamo sentiti dire che era tutto regolare; siamo stati anche oggetto di dichiarazioni forti dell’assessore al personale in cui venivamo accusati, insieme ad altri, di voler ostacolare l’iter amministrativo per il reclutamento degli stagionali. Sono stati anche accusati di voler ‘favoritismi’ coloro che chiedevano di riconoscere un punteggio in base alle precedenti esperienze e al titolo di studio. Neanche la reprimenda del Ministero della funzione pubblica sull’iter seguito è servita a far ‘ragionare’ l’assessore al personale. Poi, mentre tutto inspiegabilmente tace, è la stessa giunta a sconfessare l’assessore modificando il regolamento interno sulle procedure di reclutamento per consentire lo svolgimento di una sola prova scritta (o quiz). Eppure proprio perché si tratta di assunzioni provvisorie e stagionali, bisognerebbe prevedere dei meccanismi che assicurino la ‘prontezza’ del personale reclutato rispetto alle mansioni cui viene assegnato”.
“Non ci sarà il tempo di formare il personale provvisorio – conclude Gerardo Stefanelli – Ecco perché chiedevamo che si desse maggiore valore alla laurea e all’esperienza sul campo. Sarebbe stato un principio di buon amministratore o di prudenza. E invece la prudenza non alberga nel cuore degli amministratori minturnesi, che si prendono il lusso di bacchettate gli altri, salvo poi essere smentiti da loro stessi e dai loro colleghi”.