Cori: A PÀRIMO. LA POESIA DI CESARE CHIOMINTO

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«A pàrimo. La poesia di Cesare Chiominto». In occasione del 30° della pubblicazione de «Lo parlà forte della pora ggente», domenica 18 maggio, dalle ore 17.30, presso il Teatro comunale di Cori, si terrà l’omaggio all’illustre poeta ed umanista corese. A fine evento verrà presentata la ristampa della sua prima opera, voluta dai familiari per permettere la più ampia fruizione di un patrimonio culturale appartenente all’intera comunità.  

L’iniziativa, ideata dalla famiglia Chiominto ed organizzata dal Condominio dell’Arte e dal Comune di Cori, vuole essere un ricordo di Cesare attraverso la partecipazione di parenti, amici, colleghi, studenti e concittadini. Soprattutto attraverso la sua poesia e la sua voce, che aprirà e chiuderà la manifestazione per mezzo di due proiezioni video e due audio.

Nell’introduzione dei professori Anna Maria Cammisa, Maria Chiara Starace e Francesco Porcari, il racconto della persona e della personalità artistica di alto livello, non solo locale, di colui che curò l’inestimabile lavoro sul dialetto corese, condensando in altre due opere, «Còri mé bbéglio» e «Il dizionario corese italiano», una cultura millenaria, espressa nelle piccole cose di ogni giorno, oggi minacciata da nuovi modi di esprimersi e comunicare.

Poi il recital di poesie, quelle che trassero ispirazione dalla quotidianità del lavoro dei campi, dei vetturali, dei pastori; dalle osterie ingoiate dalla civiltà del fast food; dalla continua frequentazione della povera gente, protagonista dei suoi versi. Tra gli interpreti il Sindaco Tommaso Conti, l’attore e regista Tito Vittori, i CardioPoetica, figli e nipoti di Cesare.

Nel mezzo i momenti musicali a cura di Augusto Tora e del coro dell’Istituto Comprensivo Statale «Cesare Chiominto». Il primo eseguirà alcune delle canzoni napoletane che Cesare amava; la corale invece si esibirà ne «Le Cocozzelle», canto caro a tutti i coresi ed inno del Cori Calcio, scritto da Chiominto su una base musicale ebrea che egli ascoltò durante la prigionia ad Auschwitz, conosciuto anche in Israele.