CORI: E V BENE COSI’ … ELOGIO ALLA TRADIZIONE CONTADINA

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«E va bene così …». Con questo motto è stata archiviata anche l’edizione 2014 del Pecora Day. Gastronomia e cultura si sono fusi in mezzo ai profumi di un passato non troppo lontano che hanno inebriato l’aria ossigenata della selva corese «Fontana del Prato» in località Abboccatora. Immersi nella selvaggia natura boschiva di questa parte dei Monti Lepini, anche quest’anno si sono dati appuntamento tantissimi partecipanti, che hanno riempiti i posti a sedere.

Sempre più apprezzata questa manifestzione estiva, ormai consueta, organizzata dalla squadra di volenterosi ed appassionati ragazzi dell’Associazione culturale «La Copella». Un modo semplice e genuino per rivivere le originarie tradizioni contadine del territorio e avvicinarvi la gente in maniera conviviale, attraverso la riscoperta dei suoi antichi sapori. La pecora, simbolo della civiltà pastorale, diventa per una sera la protagonista di questo evento, dove la buona cucina di una volta e l’allegria contagiosa la fanno da padrone.

Sui grandi bracieri della «Capanna del Pecoraro», allestita all’entrata del parco naturale, sono state cucinate diverse specialità a base di carne ovina, servite ai tavoli calde e fumanti, insieme ad altri prodotti pecorini e all’ottimo vino di Cori che per l’occasione poteva anche essere bevuto direttamente a garganella dalla «copella», l’antica botticella per vino portatile, in legno con manico e beccuccio, che contadini e pastori portavano sempre con sé durante le lunghe e faticose giornate nei campi e in montagna. Dopo cena, largo spazio anche a musiche e balli improvvisati.

Una festa sui generis, in pieno stile agreste, durante la quale il tempo sembra fermarsi per qualche ora, anzi addirittura tornare indietro, quando la rustica vita quotidiana si svolgeva lentamente in quegli spazi verdi tra boschi e vallate, che aprono al panorama delle Isole Pontine e del promontorio del Circeo, e nel fine settimana si stava tutti insieme, come una grande famiglia, attorno ai fuochi a divertirsi e gustare l’enogastronomia tipica locale, prima che ricominciassero i naturali cicli del lavoro agricolo e della pastorizia.