Cori: IL 4 MAGGIO AL LAGO DI GIULIANELLO TRA MITO, STORIA, CULTURA E TRADIZIONI

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”

Cicoria, cicorione, ramanucci e … almeno una decina le specie di erbe spontanee che crescono e si raccolgono nei campi di Giulianello. Ma non tutti ne conoscono e riconoscono le varietà, ignorandone le innumerevoli le proprietà, i molteplici utilizzi in cucina, per quelle commestibili, e gli altrettanti usi nei settori medico e medicale, i tempi e le modalità di coltura.

Per questo la Comunità del Cibo Slow Food «Le Cicoriare» di Giulianello ha organizzato per domenica mattina, 4 maggio, una giornata di formazione ed informazione in riva al Lago dedicata alla conoscenza e alla raccolta di quelle che un tempo si consideravano erbe eduli o malerbe, che nascono da sé nelle verdi campagne giulianesi, soprattutto in questo periodo dell’anno.

Nell’ambito della IV edizione delle «Giornate dell’accoglienza del pellegrino», a ,età mattinata raggiungeranno l’oasi naturale anche i pellegrini in cammino sulla via Francigena del Sud – Direttrice Appia, partiti da Benevento il 17 aprile, provenienti da Cori, dopo una visita guidata nell’antico borgo. Tra degustazioni di prodotti tipici locali e canti popolari delle Donne, ripartiranno verso Velletri, dove termineranno la tappa promossa dal Gruppo dei Dodici, prima di proseguire verso Roma dove sono attesi per il 7 maggio.

Intorno al Lago, inoltre, lungo la Via Francigena del Sud e nelle campagne giulianesi, per la serie «Antiche leggende e geografia del sacro a Giulianello»,gli Artigiani dell’Amore hanno organizzato «La leggenda della trita e il genius loci»,una passeggiata alla scoperta dello spirito del Lago, percorrendo le tracce della sua antica frequentazione. In particolare una sorta di altare, una pietra scavata con un simbolo, probabilmente dedicata al culto delle acque.

La tradizione orale, infatti, narra che, in tempi remoti, un’enorme “trita” (macina) trainata da cavalli, a causa del suo incessante movimento, consumò il suolo su cui poggiava, creando una voragine così profonda che tutto il paese attorno vi sprofondò dentro sparendo per sempre. Dal buco che si creò uscì acqua e così nacque il Lago.