Cori: L’ARCHIVIO DELLE BUONE GESTIONI

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Dopo un ventennio di attività, l’Archivio Storico Comunale di Cori si configura oggi come uno dei più importanti del Lazio. Istituita nel 1991 ed aperta al pubblico dal 1998, la struttura è ubicata in un’ala del palazzo Vanni (già Prosperi-Buzi), realizzato alla fine del XVI secolo, appositamente ristrutturato e restaurato dal Comune dopo i bombardamenti del 1944 ed attrezzato per ospitare la sede dell’Archivio storico e della Biblioteca civica.

Fin dall’inizio è stato il punto di riferimento per le scuole e numerosi studenti universitari, residenti e non, per studiosi esperti e per i cultori di storia locale. La presenza di un archivista, l’idoneità dei locali e la qualità della documentazione conservata (oltre 2.150 atti del periodo 1519-1965) gli ha permesso inoltre di instaurare una costante collaborazione con la Scuola Speciale per archivisti e bibliotecari dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, per lo svolgimento in sede di tirocini di formazione ed orientamento dei laureandi. Con l’ateneo romano è stato organizzato il convegno «Cori nel Medioevo. Memoria e sopravvivenze».

Per avvicinare il mondo della scuola ai documenti e alla ricerca è stato inoltre avviato un’intensa attività didattica in collaborazione con le scuole locali e del territorio, attraverso visite le guidate e la realizzazione di laboratori, culminati con la presentazione degli elaborati finali mediante pubblicazioni (Giustizia e criminalità a Cori in Età Moderna; Viaggi sulla nostra antica strada ferrata (1840-1962); La scuola entra in archivio 2; Il Risorgimento italiano nelle “Memorie” del colonnello Filippo Caucci Molara; Il Catastum bonorum di Cori (1668-1696); La storia dell’Istruzione dall’Unità agli anni ’60; Tra Marittima e Terra di Lavoro) e mostre (La Repubblica romana del 1849 a Cori; Giustizia e criminalità a Cori in Età moderna; Viaggi sulla nostra antica strada ferrata Velletri – Terracina (1840-1962).

Da ultimo è stato annoverato tra le «Buone Gestioni» della Regione Lazio, per aver saputo dar vita ad esperienze e progetti culturali innovativi e lungimiranti, in grado di qualificare il territorio conferendogli un indiscusso valore culturale, un riconoscimento questo di cui possono fregiarsi solo una decina di archivi laziali. Apertura al pubblico: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00; il martedì e giovedì, anche dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

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