CSLCA Formia – Un’ordinanza di buon senso per una questione drammatica

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 CSLCAIl Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina di Formia lancia un appello al sindaco di Formia  per chiedere l’emanazione di un’ordinanza sindacale contro lo stacco dei contatori dell’acqua da parte di Acqualatina.

Quella che Acqualatina definisce una mera “riduzione del flusso idrico”, ma che in realtà è un vero e proprio stacco del contatore dell’acqua, rischia produrre un’inevitabile  questione sociale e sanitaria nella città, e il sindaco, nella qualità di ufficiale di governo e massima autorità sanitaria locale, può impedire che ciò avvenga. Acqualatina stacca i contatori dell’acqua senza che a monte ci sia stato un pronunciamento del Tribunale di Latina, e tutto questo è da considerarsi come atto d’imperio che non dovrebbe esser tollerato in uno Stato di diritto.

Gli aumenti scriteriati delle bollette dell’acqua, anche con valenza retroattiva, l’adeguamento dei canoni dei depositi cauzionali e la sempre più diffusa indigenza dei cittadini (molti dei quali non rientrano nel bacino degli utenti salvaguardati dalla tariffa sociale), rischiano di mettere in seria difficoltà centinaia di famiglie formiane. Una questione commerciale (il rapporto tra Acqualatina e il singolo utente), quindi, che rischia di trasformarsi in un drammatico ed esplosivo  problema sociale.

E il problema del debito societario di Acqualatina (attraverso il quale stanno motivando tutti gli aumenti delle tariffe), frutto di una gestione scellerata della direzione aziendale, non deve diventare il motivo di un attacco senza precedenti nei confronti dei cittadini. Acqualatina stacca i contatori dell’acqua “in automatico”, senza neanche avvisare i cittadini, anche quando vi sono palesi errori di fatturazione e contenziosi in essere.

Il Comune di Formia, al netto delle posizioni di facciata, può intervenire in queste questioni. Apprezziamo, ad esempio, le parole del sindaco di SEL di Priverno che senza tanti giri di parole ha deciso di schierarsi dalla parte dei cittadini. Il sindaco Angelo Delogu proprio ieri ha dichiarato: Come sottolineano anche diverse associazioni a difesa dei diritti dei consumatori, la scelta di Acqualatina presenta profili di dubbia legittimità: Codice Civile alla mano è difficile concepire una modifica unilaterale dei termini di un contratto già sottoscritto. Per questo motivo siamo pronti a supportare qualunque azione i nostri cittadini decidano di intraprendere. Sia che intendano intraprendere azioni di disobbedienza civile, sia che intendano ricorrere al tribunale, appoggeremo con forza le loro decisioni”.

Ebbene, vorremmo anche noi avere un sindaco che decide di sfidare questi colossi del malaffare. Non è sufficiente votare contro le decisioni di Acqualatina per poter dire di essere contro Acqualatina. Servono, a nostro parere, azioni molto più incisive ed efficaci, a partire proprio dalle ordinanze sindacali contro lo stacco dei contatori dell’acqua.

In uno Stato di diritto Acqualatina potrebbe staccare i contatori solamente dopo aver citato in giudizio il cittadino moroso, aver vinto il processo civile, e solamente dopo, attraverso l’Ufficiale Giudiziario, e non con un tecnico improvvisato, pretendere lo stacco del contatore dell’acqua.

Stesso discorso dovrebbe valere anche per coloro che aderiscono al boicottaggio delle bollette dell’acqua. Anche i cittadini che lottano da anni contro Acqualatina hanno diritto a essere tutelati, almeno fino a quando, anche in questo caso, non ci sia un pronunciamento del tribunale. La stessa Authority per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico sta riconoscendo le ragioni di coloro che da anni lottano contro Acqualatina. Proprio qualche settimana fa l’Authority ha iniziato un procedimento sanzionatorio contro Acqualatina per la «violazione della regolazione del servizio idrico integrato». Violazioni che i comitati di lotta hanno sempre denunciato pubblicamente.

Vietare la riduzione del flusso idrico, in sostanza stacco del contatore dell’acqua, può servire ad aiutare i cittadini in momentanea difficoltà economica  e sostenere tutti coloro che da anni combattono contro le ingiustizie di Acqualatina e per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Ricordiamo, qualora ce ne fosse bisogno, che oltre alle ordinanze contingibili e urgenti adottate dal Sindaco in qualità di rappresentante della Comunità locale in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale (art. 50 del T.U.E.L.), al Sindaco – qui però nelle vesti di ufficiale del Governo – è attribuito il potere di adottare con atto motivato «provvedimenti, anche contingibili ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana».”

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