FORMIA-GAETA-ITRI – Messa in sicurezza del torrente Pontone, oggi il vertice in Regione. Ecco il piano d’interventi

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Un progetto generale, di medio-lungo termine. Ed uno di protezione civile che, nell’immediato, aiuti a prevenire e fronteggiare nuove eventuali emergenze. Si gioca su più livelli il piano definito oggi al termine del vertice in Regione sui rischi idrogeologici determinati dallo stato del torrente Pontone. Al tavolo tecnico con Regione, Provincia ed Autorità di Bacino hanno preso parte le amministrazioni comunali di Formia, Gaeta e Itri, i tre comuni interessati dal passaggio del rio, “osservato speciale” dalla notte tra il 31 ottobre e 1 novembre 2012 quando la piena ruppe gli argini causando la morte di una donna e la devastazione del quartiere Canzatora.

All’incontro Formia era rappresentata dal sindaco Sandro Bartolomeo e dall’assessore ai Lavori Pubblici Eleonora Zangrillo; Gaeta dal vicesindaco Cristian Leccese, accompagnato da un dirigente ed un funzionario; Itri da un funzionario comunale.

S’è affrontato l’esame della documentazione ad oggi disponibile, lo studio di progettazione risalente al 2008 che la Provincia di Latina effettuò in collaborazione con l’Autorità di Bacino. Studio che certificava la pericolosità del corso d’acqua, perimetrandone le zone dissestate. Da allora, però, sono passati cinque anni e l’esondazione del novembre 2012 ha prodotto ulteriori danni agli argini, in un tratto tra l’altro fortemente antropizzato, come quello al confine tra i Comuni di Formia e Gaeta. Le parti hanno dunque convenuto sull’esigenza di procedere ad un aggiornamento della progettazione che sarà affidata a Provincia e Autorità di Bacino, mentre alla Regione spetterà il compito di trovare le risorse per finanziare tanto il progetto di messa in sicurezza quanto l’esecuzione dei lavori. La Provincia si è detta peraltro disponibile a partecipare ad un incontro nel sud pontino per illustrare i contenuti dello studio.

Questo l’obiettivo di medio-lungo termine.

Per l’immediato, i Comuni hanno deciso di lavorare ad un piano di protezione civile e di sottoscrivere un protocollo, eventualmente preceduto da una conferenza dei servizi che veda i tre municipi sedersi allo stesso tavolo con Provincia, Regione e Autorità di Bacino. Il protocollo servirà a definire la mappa degli interventi comuni, tra cui una serie di ordinanze che nei prossimi giorni i sindaci firmeranno per prevenire il rischio di nuove esondazioni. Disponendo una serie di obblighi per i privati, come il divieto di utilizzo degli interrati o l’obbligo per i frondisti di ripulire le aree di propria competenza.