FORMIA – In arrivo una pioggia di fondi per l’innovazione tecnologica

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Via da file e burocrazia: il Comune è a casa tua, a portata di click. E se non vuoi pagare più rifiuti di quanti ne produci, arriva il computerino per la tariffazione puntuale. Se sei in piazza e non hai connessione, ecco i sensori appesi ai lampioni che oltre a regolare luce, controllare semafori e, eventualmente, fungere da videosorveglianza, sparano il segnale web fino a cento metri di distanza. Per tutto questo, a partire dal 2014, Formia sarà la smart city a più alto contenuto tecnologico dell’intera Regione. Tra finanziamenti europei e regionali sull’innovazione digitale, tra cui Plus e Open Data, il Comune intascherà fondi per oltre un milione di euro. I progetti in ballo sono diversi e trovano in applicazione nei settori più disparati.  

1)      Digitalizzazione dei processi amministrativi. Tramite fibra ottica, sarà potenziata la connessione interna e realizzata una multipiattaforma che sostituirà il sito internet, consentendo di digitalizzare il rapporto tra cittadini e Comune. Pagare tasse, chiedere e ottenere certificazioni, seguire l’iter delle pratiche urbanistiche: ognuna di queste operazioni potrà essere fatta da casa, tramite una rete di siti collegati che porranno direttamente in contatto con gli uffici del Comune;

2)      illuminazione pubblica. Un investimento importante riguarda l’acquisto di sensori ad altissima tecnologia da montare su 200 lampioni del centro che a loro volta saranno sostituiti con lampade a led. Tramite un software, i sensori regoleranno i punti luce, daranno la connessione wifi al centro cittadino, potranno essere utilizzati come videocamere per il telecontrollo, per gestire i semafori, persino per raccogliere dati sull’inquinamento atmosferico.

3)      Raccolta dei rifiuti. Da Gianola, uartiere interessato a fine dicembre dall’estensione del porta a porta, sarà inoltre avviata la sperimentazione dei sensori Rfid che saranno installati sui mastelli della differenziata, ciascuno contraddistinto da un proprio codice. Forniranno in tempo reale i dati relativi all’andamento della raccolta: il peso del rifiuto contenuto nel bidone, quante volte è stato svuotato. E questo consentirà di calcolare in modo preciso la tariffa, calibrandone la parte variabile (il 50%) su quantità e tipologia del rifiuto prodotto. Vale a dire: più produci, più spendi.

4)      Open data.  Dal prossimo mese saranno avviati bandi destinati a professionalità del campo informatico, ambientale e delle scienze della comunicazione. Il gruppo di lavoro selezionato dovrà raccogliere dati, gestire piattaforme e siti internet collegati. I progetti riguarderanno rifiuti, acqua, territorio, energia ma anche turismo e controllo del territorio, tramite il cosiddetto prg digitale.

“E’ un’opportunità straordinaria – commenta il sindaco Sandro Bartolomeo – perché si tratta di fondi già disponibili per trasformare i progetti in azioni concrete”. “Sarà necessario aprire una discussione sulla governance che si intende dare a questi investimenti – sostiene Claudio Marciano, assessore alla Sostenibilità Urbana -. Certo, ricorreremo ai bandi ma per gestirli a dovere serve forse un’intelligenza unica. Si potrebbe discutere, sulla falsariga di quanto avvenuto a Genova e Torino, della possibilità di dar vita ad una Fondazione che possa contribuire ad una parte dei servizi. Un istituto comunale che chieda l’adesione di istituti di credito e multinazionali delle Tlc. Questa è un’area appetibile, a metà strada tra Napoli e Roma, capace quindi di attirare progetti di ricerca che coinvolgano le grosse aziende. Dobbiamo passare dall’età della pietra a un sistema avanzato – prosegue Marciano -. Ci vorrà almeno un anno ma porteremo a casa il risultato. Ai progetti già finanziati ho intenzione di attuare una correzione in corso d’opera che preveda la fornitura di tablet, smartphone e Lim agli istituti scolastici della città”.