GAETA (LT): RESTITUITI DAI CARABINIERI IMPORTANTISSIMI BENI RUBATI DALLE CHIESE DI GAETA, ITRI E MINTURNO.

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CARABINIERI DEL COMANDO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE.

Oggi 11 dicembre 2017, a Gaeta (LT), nella Basilica Cattedrale, alla presenza del Soprintendente delle Province di Frosinone, Latina e Rieti Saverio Urcioli, del Vescovo di Rieti Domenico Pompili, dei sindaci di Gaeta, Itri e Minturno, si svolgerà la cerimonia di riconsegna, all’Arcivescovo di Gaeta Mons. Luigi Vari, di alcune straordinarie opere, appartenenti al patrimonio culturale di quella Diocesi. I beni, individuati nel corso dell’attività condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, sono:

due reliquiari in legno dorato, asportati il 25 agosto 2002 dalla chiesa “San Giacomo apostolo” di Gaeta;

un corredo facente parte della statua di San Costanzo, risalente al XIII secolo, e un reliquiario in argento, asportati il 10 agosto 2016 dalla chiesa di “Santa Maria Maggiore” di Itri.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia, ha permesso di tracciare il percorso di queste e diverse altre opere rubate, commercializzate nei mercatini di antiquariato della provincia di Roma e in quello capitolino di Porta Portese, e di scoprire e disarticolare un’organizzazione criminale, con sede a Napoli, risultata il fulcro di un crocevia internazionale di ricettazione di opere d’arte rubate.

Inoltre, sarà restituita un’acquasantiera ricavata da un capitello marmoreo in stile corinzio, asportata il 1° aprile 1995 dalla chiesa di San Nicandro Martire della frazione Tremensuoli di Minturno, e recuperata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze nell’ambito di un’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca, avviata a seguito di un furto di beni culturali perpetrato, la notte di Capodanno del 2016, ai danni di un privato in provincia di Lucca. Nel corso delle indagini è  emersa la responsabilità di un rigattiere lucchese, quale ricettatore di beni ecclesiastici asportati in diverse regioni italiane, che aveva la  diponibilità di tre depositi clandestini. Le perquisizioni, effettuate nei confronti di acquirenti privati, ritenuti in buona fede, in numerose province italiane, hanno permesso ai Carabinieri di rinvenire oltre 100 beni d’arte rubati, tra i quali l’acquasantiera.

L’importante evento di oggi dimostra, ancora una volta, che solo attraverso una stretta e fattiva collaborazione tra Comando Tutela Patrimonio Culturale, Arma territoriale, Diocesi ed organi centrali e periferici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo si può garantire la ricomposizione di percorsi storici, culturali e sociali con la restituzione, alla collettività, di preziose opere che ne costituiscono l’identità locale.