Gaeta: PALAZZO TOSTI E DISAGIO ABITATIVO

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”

Dopo mesi di lotta l’ormai nota vicenda di Palazzo Tosti sembra volgere verso un epilogo. Grazie alla determinazione delle famiglie che occupano lo stabile e al costante sostegno del Comitato lo sorso 26 Giugno gli inquilini avevano ottenuto un’ulteriore proroga dello sfratto. In quell’occasione fu siglato un’ accordo con Demanio e Comune di Gaeta rappresentato dall’Assessore Leccese, che si impegnava ad individuare una nuova sistemazione prima del 9 di Settembre. In realtà l’Assessore prometteva di fornire altra dimora agli inquilini già entro il 20 di Agosto. Anche se quest’ultima scadenza è già stata superata e probabilmente sarà necessaria un ulteriore proroga dei termini previsti, si registra finalmente l’avvio delle procedure e dei lavori che dovrebbero risolvere la situazione di emergenza abitativa creata. Nella speranza che dopo tanti intoppi, duri scontri e promesse disattese tutto  finisca come deve, restano aperte numerose domande e riflessioni importanti. La prima è semplice ma fondamentale: Che destinazione avrà lo storico palazzo di Gaeta Medioevale protagonista di questa vicenda? La risposta getterà finalmente luce su di una storia le cui cause risultano per tanti aspetti ancora poco chiare. La seconda e più importante riflessione riguarda la cronica quanto drammatica mancanza di politiche abitative emersa in modo emblematico da questa vertenza. Il fatto che sia servito un arco di tempo così lungo e una grande mobilitazione per reperire 3 piccoli alloggi e far fronte ad una situazione di emergenza abitativa che potrebbe ripetersi in qualunque momento mostra la totale mancanza di politiche per la casa a sostegno delle fasce più deboli nella città di Gaeta. Le responsabilità del problema naturalmente sono condivise con le amministrazioni degli ultimi 20 anni almeno. Ciò non può e non deve tuttavia diventare un alibi. Per questo il Comitato rilancia le principali proposte finora ignorate dalla Giunta Mitrano e già presenti nella piattaforma della manifestazione del 9 Maggio. Chiediamo un grande piano di edilizia residenziale pubblica che oltre a coinvolgere l’Ater impegni il Comune di Gaeta nel reperimento di fondi per l’acquisizione e la ristrutturazione dell’immenso patrimonio demaniale presente nella nostra città, da adibire a fini abitativi. Mentre continua a proliferare indisturbata la speculazione edilizia e la rendita immobiliare sono oltre due decenni che a Gaeta non si costruiscono case popolari, malgrado centinaia di cittadini siano da tempo in lista d’attesa, Chi dice che non vi sono risorse finanziarie sufficienti per alleviare un dramma del genere dovrebbe vergognarsene, visto che si vanta pubblicamente di aver reperito milioni di Euro per rifare aiuole e manto stradale del lungomare! Chiediamo l’istituzione di un canone di affitto concordato onde evitare che migliaia di appartamenti vuoti restino sfitti per buona parte dell’anno e i giovani di Gaeta continuino ad emigrare altrove. La proposta consiste nel ridurre al minimo IMU e Tares ai proprietari che affittano ad un prezzo equo per almeno quattro anni, applicando invece l’aliquota massima alle seconde case sfitte o occupate per brevi periodi. Il Sindaco ha dichiarato pubblicamente di condividere la proposta, ci aspettiamo che una volta tanto alle parole seguano i fatti. Chiediamo l’istituzione di un fondo per la casa per sostenere le famiglie con reddito lordo pari o inferiore ai 15000 euro nel pagamento di affitti o bollette. Dai nostri calcoli risulta che anche un piccolo fondo di 120.000 Euro annui darebbe sollievo a 3-400 cittadini. Tutte proposte semplici e realizzabili che necessitano solo di volontà politica e sensibilità sociale. Ci auguriamo che questa Giunta in futuro non pensi soltanto al verde pubblico.

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