Gaeta – Sanità nel Golfo: sempre più ridotte le prestazioni

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Cieca e sorda”: così il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano definisce la politica sanitaria condotta dalla Direzione Generale dell’ASL Latina nei confronti del comprensorio Sud Pontino. “Cieca verso le reali esigenze del territorio e sorda agli appelli degli operatori, del personale medico e paramedico, che con spirito di abnegazione, senza alcun riconoscimento di ore straordinarie di lavoro, cercano di colmare gravi lacune determinate da scelte di gestione a dir poco opinabili”.

“Stiamo assistendo, giorno dopo giorno, ad un vero e proprio smantellamento della Sanità del nostro comprensorio – afferma il Primo Cittadino – l’ultimo atto  di questa tragedia, riguarda il sevizio di Radiologia di Gaeta, la cui attività è  stata ridotta a tre giorni su sette. Solo un mese fa venivano chiuse, sempre al Di Liegro, la Riabilitazione Post Acuzie ed il servizio di Patologia Clinica, senza dimenticare il progressivo depauperamento dei reparti negli anni scorsi. Mentre il Dono Svizzero va in affanno, in termini di prestazioni erogabili, ed anche in considerazione dei prossimi collocamenti a riposo di dirigenti medici e personale del comparto, per i quali non è stata data alcuna garanzia di sostituzione. Stiamo parlando, tengo a precisare,  di un nosocomio che serve un bacino di utenza di circa 100mila residenti, che quasi raddoppiano nella stagione estiva. Noi non saremo spettatori inermi di una politica che spinge il nostro comprensorio verso il suicidio sanitario. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà determinate dall’imperativo categorico dei tagli, ma questi devono essere valutati e decisi all’interno di una corretta politica di concertazione che abbia quale punto di partenza le reali esigenze locali. Per tale ragione è stato istituito un Comitato dei Sindaci, che deve esaminare le criticità e concordare soluzioni idonee. La Sanità del nostro comprensorio è in grande sofferenza e tutti insieme dobbiamo collaborare per impedirne il collasso. Invito i miei colleghi del Golfo ad un’azione unitaria contro scelte della Direzione Generale lontane dal territorio e dalla sua popolazione”.