Incredibile scoperta VESCIA: Ritrovate 4 Taberne Romane!

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Riceviamo e pubblichiamo inviatoci da Antonio Verrico

Tutti i segreti, foto e documenti sul libro dello storico Antonio Verrico

Vescia, Erbanum e Ventosa sono nomi dati alla stessa località, in periodi storici diversi. E’ quanto afferma nel suo libro “Vescia: la città delle taberne” l’autore Antonio Verrico, già noto in altri campi artici, anche se da sempre si cimenta in ricerche storiche ed intuizioni archeologiche.

Si, Vescia era sulle colline dell’attuale territorio di Santi Cosma e Damiano, con il centro urbano arroccato sull’area dell’attuale frazione di Ventosa.

Di origine etrusca, ci ha lasciato, ancora oggi, ben quattro teberne, delle quali due ancora integre. Caso unico in Italia e nel Mondo! Ercolano Pompei, Ostia ci hanno ridonato le loro antiche taberne, ma non in condizioni integrali. Alcune non hanno un tetto o il soffitto, altre se hanno solo una copertura, sono prive degli arredi  interni (in muratura) classici delle teberne romane, ereditate dagli Etruschi. Come dagli Etruschi i  Romani ereditarono anche i giochi gladiatori. Il Verrico, infatti, ha localizzato l’Anfiteatro Romano di Vescia, sito in località Ventosa.

Localizzati anche i due porti di Vescia, la sua necropoli e la famosa Taverna Cinquanta, citata da Tito Livio e che vide ospite, tra i tanti, anche Marco Tullio Cicerone. Un testo che rivoluziona tutto il credo storico professato finora, grazie a nuove scoperte archeologiche e al ritrovamento di alcuni documenti riportanti nomi e toponimi arcaici, dai quali discenderebbero i cognomi attuali presenti nel nostro territorio. Ritrovato, su un doocumento, anche il nome di uno dei feudatari di Castelforte e Ventosa e di sua moglie. Un libro ricco di etimologie, frutto di studi linguistici e glottologici, figli di interpretazioni di segni grafici, di lingue e linguaggi, misteriose solo fino a qualche tempo fa. Il libro parte dalle origini mitologiche di Ventosa per approdare all’inizio del Rinascimento, passando per Protostoria, Storia Romana e Medioevo, toccando tutte le località delle zone limitrofe.  Minturno/Trayetto, Castelforte, Suio, Spigno Saturnia, Penitro di Formia e Formia, Fondi, Gaeta, Coreno Ausonia, Ausonia, Sessa Aurunca, Maiano di Sessa A. e l’Area Produttiva III di Caserta, tutte località che hanno interagito con Vescia e Ventosa. Avvalendosi di nuove tecniche e tecnologie, il Verrico ha riassunto, in poche pagine, le radici del popolo, delle genti locali, presentandoci un quadro unico, omogeneo, completo ed ordinato cronologicamente degli eventi, dei personaggi chiave e dei luoghi che hanno dettato la Storia, spesso celata e opportunisticamente modificata di un territorio florido di cultura. Su tutti ricordiamo Numisio Principe di Vescia, le Taberne e la Rocca di Bentosa. A quest’ultima l’autore ha dedicato una stampa, che riproduce la ricostruzione storico-archeologica di Ventosa/Bentosa del 1491, rispettando anche indizi dati da un documento di quell’anno, appartenete alla Domus Caetani.

Il tutto in un libro stampato con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Santi Cosma e Damiano, della XII Comunità Montana del Lazio, dell’Associazione Culturale La Medìcea di Santi Cosma e Damiano e dell’Associazione Erasmo Falso di Ventosa, promotrice dell’evento “Ventosa Medievale”, che si terrà nel citato borgo il 17 agosto e che vedrà tra l’altro la messa in scena degli eventi storici citati nel libro e molto di più. Proprio in questa occasione satà diffuso tra il pubblico il testo. Il Ricavato sarà devoluto per l’organizzazione di eventi culturali. <<Un grazie particolare – lo rivolge l’autore – al Sindaco Franco Taddeo, all’Amministrazione Comunale, che ha creduto nell’impresa, all’Assessore Nicola Martino, che ha seguito, da vicino ed in prima persona tutta l’evoluzione dell’arduo progetto>>. Da non dimenticare <<il Direttivo dell’Erasmo Falso>>, che ha proposto la direzione artistica di “Ventosa Medievale” al Verrico e che, da quasi un anno ha stretto un forte connubio culturale con la Medìcea. Quest’ultima, nata solo il 26 settembre dello scorso anno ha già all’attivo l’organizzazione della Passione di Cristo Vivente, Ventosa Medievale, la pubblicazione di un libro, di una stampa e tanto altro, abbracciando iscritti locali, ma anche da Minturno, Castelforte e dal Nord Casertano…

Lunedì 13 agosto, quindi, ci sarà l’Anteprima della presentazione del libro, nell’ambito della briosa Rassegna Teatrale “TREatrando”, organizzata da La Medìcea e patrocinata dagli stessi enti, con la supervisione dell’Assessore Martino. Rassegna che ha ottenuto un successo di critica e di pubblico senza precedenti. Il Teatro paga e allora sempre il 13 agosto e gratuitamente il Gruppo Teatrale Il Setaccio di Formia metterà in scena “Taberna Callìdius Eròticus et Fànnia”, brillante atto unico, scritto e diretto da Antonio Forte e “La Patente”, adattamento da Luigi Pirandello.

All’intervallo il lancio del libro su Vescia.

 

 

4 Commenti

  1. Plagio, falsità assemblate e rappresentazione puerile.
    La Vescia, Veska, etrusca è inerente un luogo vicino a Viterbo e falsamente attribuito alla Vescia della Pentapoli Aurunca.
    Prima di divulgare bufale, acquisire notizie in merito.

  2. Impossibile, assurdo la presenza di un insediamento di un popolo italico e, successivamente, romano nel territorio collinare, quello che fu chiamato dall’Alto Medioevo Ventusia e, poi, Ventosa, e ciò che sto affermando non è frutto della mia fantasia, ma è suffragato, innanzitutto, dalla natura del territorio, dall’aspetto fisico-geografico, da motivi fisico-geografici con condizioni non favorevoli di vita in quei tempi storici, e, in secondo luogo, da documentazioni di storici e geografi di quel tempo, età repubblicana ed età imperiale. L e mie osservazioni, penso, sarebbero senz’altro confermate da studiosi quali storici, esperti in geografia antropica, geografia linguistica, geografia politica, geografia economica e in analisi e dinamiche del territorio. La città di Vescia, consistente come popolazione e facente parte della cosiddetta Pentapoli Aurunca, aveva un peso politico abbastanza rilevante tant’è vero che il suo nome si estese in tutto il bacino del Garigliano, il cosiddetto Ager Vescinus; e il vocabolo Ager dovrebbe già di per sé essere più che sufficiente a chiarire il rapporto ambiente-uomo, territorio con condizioni favorevoli di vita, favorevoli alla dimora permanente e iterante dell’uomo. Altri dettagli e particolari li riservo per delucidazioni in altri momenti. Siamo nati per crescere e trasmettere per far crescere, cerchiamo di non “inquinarci”, usiamo le nostre sette intelligenze e scoperte scientifiche per il bene di tutti gli esseri viventi e per migliorare l’ambiente in cui viviamo. Grazie di avermi letto, ad maiora semper!!!!!!!

  3. se ho ben capito, leggendo l’articolo e il suo commento, prof. Mario Falso,
    stiamo parlando di notizie imprecise e, in alcuni punti, sbagliate… mi dispiace, si dovrebbe essere più attenti. Amo le vostre terre e la loro storia… meritano tanto e ho piacere se i Comuni si adoperino per il loro sviluppo.

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