Latina: “Ma quale pasticcio Pef? Il ricorso ce lo aspettavamo, ma dalla Latina Ambiente non dal PD; ne prendiamo atto e l’azione politica si commenta da sola.”

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Ma di quale figuraccia parliamo?

 

Esercitare gli strumenti che la Legge mette a disposizione della Pubblica Amministrazione al fine di tutelare le tasche dei cittadini contro chi, fino ad oggi, attraverso ritardi, cattiva gestione ed un distorto rapporto con l’amministrazione, ha in passato svuotato le tasche dei cittadini stessi attraverso bollette criminali è una figuraccia?

 

Ben vengano cento di queste figuracce!!”

 

 

E’ quanto affermano i capigruppo di maggioranza all’indomani della polemica sollevata dal PD sulla legittimità che il Piano Economico Finanziario, e di conseguenza l’importo delle bollette TIA, venisse fatto fare dalla Latina Ambiente e non dal Comune di Latina.

 

Sappiamo bene che l’art 14 del Dl 201/2011 affida la redazione del Piano economico e finanziario al soggetto che gestisce il servizio rifiuti, che nel nostro caso specifico è il Comune di Latina. Tale gestione, infatti, è relativa al ciclo integrato del servizio e quindi il soggetto gestore titolare delle funzioni è il Comune, mentre Latina Ambiente gestisce solo un segmento del servizio.

 

Inoltre, la convenzione in essere tra Comune di Latina e Latina Ambiente, secondo quanto modificato con l’addendum del 12 settembre 2011, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 12 del 2011, stabilisce che è il Comune a redigere il Pef e la Latina Ambiente è tenuta alla massima collaborazione.

 

In merito all’accantonamento per il recupero dei crediti insoluti, le linee guida redatte dal Ministero relative alla elaborazione del Pef e alla determinazione delle tariffe, stabiliscono che l’accantonamento non può essere superiore al 5% del valore nomale dei crediti stessi, cifra che è stata riportata nel Pef come da esatta indicazione del dirigente di settore.

 

 

Sappiamo inoltre altrettanto bene che l’allegra gestione della Latina Ambiente sulla TIA ha fino a ieri caricato sul PEF, e quindi sulle tasche dei cittadini, le conseguenze di incapacità, ritardi e disattenzioni.

 

La dimostrazione di ciò che affermiamo non sta nelle enunciazioni o nelle previsioni, ma sta nelle bollette già recapitate che sono più basse rispetto a quelle ante 2010, nonostante l’aumento del costo della vita, dei consumi e dei servizi (rispetto a prima). Ciò evidentemente dà fastidio a chi in questi due anni ha gridato alla città, come sta facendo adesso, che sarebbe accaduto esattamente il contrario.

 

Da una parte, quindi, un’amministrazione che surroga la Latina Ambiente nel predisporre un piano di servizi che diversamente andrebbe ad aumentare notevolmente la bolletta ai cittadini, dall’altra un PD che ci fa o minaccia di fare (non si capisce bene) un ricorso per evitare ciò.

 

Alla luce di tutto questo, ci saremmo aspettati quadrato su queste scelte e non ricorsi a tutela di ciò che la Latina Ambiente pretenderebbe.

 

D’altronde non c’è da meravigliarsi visto che nell’ambito del PD stesso nei Consigli Comunali dove si è trattato della Latina Ambiente c’è stato in questi mesi:

 

– chi ha detto che la Latina Ambiente è una “risorsa da salvare” (De Amicis);

 

– chi ha detto che è “un soggetto da mandare a casa immediatamente, prima di subito” (Mansutti);

 

– chi ha messo i banchetti per scioglierla e poi presentato ricorsi che se vinti garantirebbero di fatto alla Latina Ambiente voce in capitolo sulle bollette (De Marchis).

 

 

Analizzando i fatti e non i proclami rispetto a tutta questa vicenda la figuraccia la dovrebbe fare chi in questi giorni continua a sollevare questioni a difesa della Latina Ambiente (che a chiacchiere dice di voler sciogliere) e non a difesa delle tasche dei cittadini”.

 

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