LE ORIGINI DEL SOCIALISMO A CORI

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La città di Cori svolse un ruolo d’avanguardia nel movimento contadino, socialista e comunista dei Monti Lepini del versante pontino agli inizi del Novecento. Qui nacquero le prime leghe di resistenza contadina nel 1908, il primo circolo giovanile socialista nel dicembre del 1912 e successivamente le prime sezioni del Psi e del Partito comunista d’Italia. Parte importante ebbe Giulianello, frazione contadina ribelle dove le occupazioni delle terre non si arrestarono nemmeno durante la Grande Guerra.

E’ quanto è emerso dalla ricerca di Dario Petti «Le origini del socialismo a Cori», edita da Annales, patrocinata dal Comune di Cori e presentata sabato pomeriggio presso la sala conferenze del Museo della Città e del Territorio, con interventi del Sindaco Tommaso Conti e letture di alcuni passi a cura di Francesca Corbi.

Ricco di dettagli sociali, sulla vita contadina, l’emigrazione, i riti socialisti, l’antifascismo, desunti dalla stampa dell’epoca e dagli archivi della polizia, il libro riporta in luce personaggi scomparsi dalla memoria collettiva ma con un ruolo fondamentale nello sviluppo del movimento politico a Cori, come il segretario del circolo giovanile e del Partito socialista Cesare Pistilli. Sotto il fascismo, minacciato e aggredito, costretto ad allontanarsi da Cori, Cesare morì a Roma piegato dalla tubercolosi nel 1927 a soli 33 anni. La sua salma tornò nel paese natale 53 anni dopo, nel 1980, quando ormai il fascismo e il tempo trascorso ne avevano cancellato il ricordo.

La narrazione di Petti inizia dal 1900 e si arresta al 1946 quando, caduto il fascismo, venne rinnovato il consiglio comunale che vide ritornare i socialcomunisti alla guida del municipio, con la rielezione del sindaco Cristoforo, Milita già in carica nel 1920, e l’affermazione del Pci come partito egemone, capeggiato da Giovanni Ricci, l’esponente più popolare della storia della sinistra corese. Una pagina di storia completamente inedita del territorio lepino e pontino.