Lions Club Formia: Chiusura Marcia “La Fedelissima”. Relazione finale di Michele Maddalena

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Con i fuori programma di Salerno e Francavilla in Sinni  si può scrivere la parola fine alla Marcia  “La Fedelissima” di Michele Maddalena.

Il numero complessivo delle tappe: 52.

Nei prossimi mesi, sono previste altre tre tappe (Aprilia, Civitavecchia e Ostia) e diversi inviti a cerimonie rievocative, in particolare Palidoro, luogo del martirio di Salvo D’Acquisto, a cura della locale sezione A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri).

L’amarezza di Roma, sia alle Fosse Ardeatine (3 e 4 giugno 2014) che sull’Altare della Patria è stata ampiamente ricompensata dalla straordinaria accoglienza, riservata alla Marcia dal Comando Provinciale di Salerno.

La richiesta era giunta verso la fine di maggio. A Francavilla in Sinni è stato ricordato il sacrificio della MOVM Carabiniere Claudio Pezzuto, che fu trucidato dalla malavita insieme alla MOVM Carabiniere Fortunato Arena. La Caserma del Comando Provinciale di Salerno è intitolata a entrambe le MOVM, per cui  è sembrato giusto accogliere la garbata richiesta del Col. Piermarini di ricordare anche Arena. La cerimonia toccante. Presenti le massime Autorità Civili e Militari di Salerno e Provincia. Presenti anche tre Carabinieri MOVC, ai quali è stata consegnata la pergamena ricordo offerta dal Lions Club di Formia. Alla signora Angela Lampasona, vedova della MOVM Arena è stata consegnata la pergamena ricordo inviata dalla Federazione Nastro Azzurro di Messina. Dopo la cerimonia di presentazione della Marcia, dopo i vari convenevoli, trasferimento al cimitero di Nocera Superiore, per una visita alla tomba di Fortunato Arena, davanti alla quale, scandito dal Silenzio, è stato deposto un fascio di fiori, seguito da un minuto di raccoglimento. Al termine della pausa pranzo, una corsa a Pagani, davanti al locale Ufficio Postale, dove campeggia una targa di bronzo, posta da un Comitato Civico, per ricordare il sacrificio del Ten. Marco Pittoni, ucciso mentre si opponeva a una rapina. Minuto di raccoglimento e, al termine, rientro a Formia, grazie alla squisita disponibilità dell’Arma dei Carabinieri.

Il comportamento del Comando Salernitano può essere inquadrato nel generale comportamento riscontrato in quasi tutte le tappe. Con la discrezione che contraddistingue l’Arma, il Carabiniere è stato sempre presente e preziosamente vicino. Come dimenticare la discreta, ma tranquillizzante presenza durante la tappa Bella-Potenza (quasi interamente sotto la pioggia, tutta in zona montana, con valico del Romito ad oltre 1.100 mt)? Come dimenticare le attenzioni dei singoli e le ospitalità dei vari Comandi? Come dimenticare il loro palese senso di appartenenza all’Arma, che si riverbera con amore sugli eredi dei decorati? Come dimenticare le paterne attenzioni su Michele Fezzuoglio? Figlio della MOVM Donato, Michele ha trovato nella Caserma di Umbertide più di un padre. Come dimenticare la dignitosa compostezza dei genitori di Ciriaco Carru, di Valerio Gildoni, di Walter Frau, di Donato Fezzuoglio, di Marco Pittoni? Ad essi, è giusto accomunare anche tanti sindaci e amministratori vari, commossi nel ricordare i loro eroi. Come dimenticare la commozione del sindaco di Ossi, sopraffatto dal pianto appena pronunciato il nome di Walter Frau? Come dimenticare l’orgoglio di Patrizia Porrani, nipote della MOVM Raffaele Porrani? La commozione del fratello della MAVM Giovanni Russo, uno dei 14 Carabinieri trucidati dai tedeschi a Teverola (13 settembre 1943)? Tutti eroi dimenticati e riscoperti grazie alla Marcia.

Come dimenticare l’impegno del Sindaco di Potenza? È stato sufficiente comunicare che la targa stradale di Sergio Petruccelli, MOVM, scomparsa durante il terremoto del 23 novembre 1980, non era stata più rimessa la suo posto. La mattina dopo, la targa era la suo posto. Dopo 34 anni! Grazie alla Marcia, la targa, tornata al suo posto e ha aperto la strada al rientro dei resti dell’Eroe a Potenza.

Ma, ancora grazie alla Marcia, gli otto Carabinieri trucidati dai soldati americani a Gela (10 luglio 1943) sono diventati UNDICI e, se il Sindaco di Gela manterrà la parola, a Passo di Piazza – dove è avvenuto il fatto – si procederà ad una sistemazione rievocativa del sito.

Importante  ricordare la straordinaria partecipazione di Latina e di Sermoneta che, pur non avendo avuto decorati, hanno voluto tributare un grande onore alla Marcia.

Un compiacimento alla Comunità di Tarvisio, per l’amore e la dedizione con cui custodisce i resti dei dodici Carabinieri, trucidati dai partigiani slavi a Malga Bala. L’orgoglio di salire su quelle montagne dove, davanti ai ruderi della vecchia malga (continuamente profanata), si è  recitata una sommessa preghiera per tutti i Carabinieri, che hanno pagato con la vita l’appartenenza all’Arma e l’essere Italiani.

Un pensiero particolare per i 122 Carabinieri infoibati a Selenizza (Albania) ed ai pacifisti; a quelli che, alle loro manifestazione, vanno sempre armati “di buone intenzioni” che, ai superficiali, appaiono sotto forma di estintori, o spranghe di ferro. Per evitare possibili infezioni, tutte rigorosamente pulite da ruggini varie.

La Marcia è stata organizzata dall’Istituto del Nastro Azzurro. Tolte rare defezioni (qualcuna al limite del ridicolo), tutti hanno risposto al meglio. Indubbiamente non ha brillato Roma. Ognuno ha “dato” ciò che aveva.

I 15 Club Lions d’Italia hanno accolto la Marcia in chiave individuale. Dove c’è stata l’attenzione del Presidente, c’è stata la risposta. Anche splendida.

Per ultimo,  tre note di colore: i Sindaci di Torino, di Messina e le Madrine della Marcia.

Il Sindaco di Torino, probabilmente occupato in “improcrastinabili impegni istituzionali”, ha incaricato il vigile urbano responsabile di reparto, Roberto Vincenzo, di apporre la firma sulla pergamena. Questi, a sua volta, probabilmente “stressato” dai gravosi impegni di servizio (era la vigilia di Pasqua, ore 08.30), ha incaricato l’ispettore Lucio Natale, che ha firmato la pergamena

Il Sindaco di Messina. Renato Accorinti è, senz’ombra di dubbio, una brava persona.  Conosce Formia.  La libertà dell’Uomo finisce dove inizia il dovere o quella degli altri. Avrebbe potuto presentarsi in modo meno  alternativo e con le Autorità convenute presso la Caserma Culqualber di Messina si è notato un certo disagio.

Le Madrine della Marcia: Domitilla e Lavinia. Il primo pensiero e ringraziamento ai genitori, che hanno concesso l’onore di avere le loro figliole come Madrine della Marcia. Sono due stupende bambine scelte quale simbolo della Marcia. La loro bellezza, la loro educazione, il loro comportamento, la loro schiettezza sono doti che hanno rinfrancato un “uomo di strada”. Hanno dato forza e fiducia necessarie per credere nella Marcia e raggiungere, con successo, la meta.

In alcune tappe della Marcia (Milano e Latina), l’onore di presentazione alle Autorità tenendo le Madrine per mano. Grazie Lavinia e grazie Domitilla.