L’omaggio a Totò degli Scapigliati chiude la rassegna “Sipario d’Inverno”

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”

CULTURA: Gran chiusura per la rassegna “Sipario d’Inverno” diretta da Robert Rivera e Claudio Musetto, una rassegna teatrale che ha bissato il successo di quella estiva e che ha definitivamente consacrato il “foyer” del Museo de Brigantagggio di Itri come una prestigiosa location per eventi culturali che si potrebbero definire “di nicchia” uno spazio in cui artisti e pubblico possono formare un meraviglioso “unicum”.

‘A passiona mia erano ‘e rrose è il titolo dell’opera che ha concluso la rassegna Sipario d’Inverno, portata in scena dalla Compagnia Teatrale Gli Scapigliati e diretta da Davide Guzzardi ed Hugo Fonti, un omaggio a Totò, il Principe della risata, la grande maschera del teatro italiano e non solo, un tributo al Totò uomo, oltre che artista a tutto tondo.

Introdotta dai versi di “Cuore analfabeta” magistralmente cantata da Pamela Passalacqua ed accompagnata alla chitarra dal Maestro Emanuele Damiani, ‘A passiona mia erano ‘e rrose ha raccontato la vita del Totò uomo, il suo amore tormentato, la sua Napoli con i mille personaggi che animavano i vicoli della città.

Un racconto che si snoda lungo i versi delle poesie scritte dal Principe De Curtis, le note delle canzoni che accompagnavano i suoi Film e le lettere originali dell’attrice ballerina Liliana Castagnola che visse un amore tormentato con Totò, fino all’estremo gesto del suicidio.

La performace teatrale de Gli Scapigliati, rendo omaggio ad uno dei più grandi personaggi del teatro italiano, con la sensibilità e la delicatezza di chi, dalle tavole di un palcoscenico prova a raccontare la vita di quello che oggi definiremo un “mostro sacro”, un uomo che attraverso le sue mille facce e le sue molteplici maschere ha riscritto le regole della comicità fatta di espressioni, emozioni ed improvvisazione; un personaggio unico che ha lasciato un profondo segno nell’Italia dello spettacolo, un segno che oggi a distanza di oltre cinquanta anni dalla sua morte, rende ancora vivo il suo ricordo.

di Enrico Duratorre