Martellucci sulla sospensione del Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani

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Ho appreso dal giornale  la notizia della sospensione del Presidente della Provincia Armando Cusani. Una pagina triste per l’intera Provincia che oggi perde il Capo dell’amministrazione, al quale neanche si è avuta la  premura istituzionale di far recapitare ufficialmente la notizia.  Ma del resto le cose vanno così in Provincia. L’incuria per la forma  è solo l’inizio della fine.

Una vicenda che oggi colpisce il Presidente della Provincia, ma che divenuta ormai sistema, domani già nuovamente pronta a mietere nuove vittime e che non ha cura degli interessi pubblici o del territorio. Ciò che rammarica è l’ ipocrisia di certe leggi che, chiamate a combattere ben più auliche battaglie vengono piegate allo Stato moralista che confonde l’etica con il diritto, prevaricandone il senso a proprio uso e consumo. Ad oggi non posso commentare una notizia, che al momento non ha  trovato alcuna ufficialità, ma non dubito che la sospensione, già da tempo sollecitata, senza nemmeno verificarne i presupposti di applicabilità alle vicende che hanno interessato il Presidente Cusani, fosse nell’aria. I modi ed i tempi con i quali esce in anteprima presso gli organi di informazione lascia sgomenti e disillusi sulla attenzione che è stata rimessa al caso. Un caso che vede l’amministrazione privata di colui intorno al quale è stato costruito un programma di governo del territorio, che ha trovato ampio riscontro presso l’elettorato, il quale ha il diritto di vederne concluso il ciclo,  senza che questo venga impedito da un giudizio morale, costruito sulla scorta di sentenze non definitive in pregio al principio di presunzione di innocenza, né sulla scorta di leggi entrate in vigore  dopo l’inizio del mandato e dopo molti anni dall’accadimento dei fatti oggetto delle sentenze. Ciò che emerge sempre più lampante da questa vicenda, che ha già interessato  altri amministratori, è la pochezza di certa  politica che nasconde la propria incapacità e vacuità dei pensieri e delle idee, con la strumentalizzazione del falso moralismo e dell’etica, frutto di leggi che invece di contribuire a crescere e migliorare portano il sistema verso derive populiste senza futuro che, riempite le pagine dei giornali, relegano il bene comune o l’interesse del cittadino  come sempre in secondo piano. Sta a noi farcene carico, rinnovando la stima ed il rispetto ad un uomo che a dispetto di molti ha perseguito gli interessi del territorio mettendoci la faccia, combattendo a viso aperto tutte le battaglie. Non dubito che vorrà combattere anche questa.