Minturno: A Tufo il 6 Novembre Ministero pastorale di Padre Agostino Bastouros e saluto del parroco Don Antonio Siciliano.

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”


Lunedì 6 Novembre presso la chiesa di San Leonardo Abate di Tufo, alle ore 18.00, l’Arcivescovo di Gaeta Luigi Vari presiederà la messa di inizio del ministero pastorale di Padre Agostino Bastourous dell’Ordine dei Frati Minori Francescani.
Alle 17.30, prima della messa ci sarà l’accoglienza in piazza di padre Agostino con un corteo processuale verso la Chiesa e alle ore19.00 il saluto a padre Antonio Siciliano parroco dal 2002, un Parroco che rimarrà nei cuori della comunità di Tufo per il suo modo di essere umile. Un parroco sempre fra la gente e soprattutto fra i bisognosi per i quali organizzava la raccolta dei panni dismessi, tappi di plastica e giocattoli per fini di beneficenza e per le opere in Parrocchia.
Padre Agostino Bastouros è nato nel 1985 a Luxor in Egitto, dove ha studiato Giurisprudenza e lavorato come praticante Avvocato. Ha vissuto 7 anni in Toscana a Fiesole, Laverna e Poggibonsi conseguendo la Laurea in Teologoa presso la facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. Emette i voti solenni nel 2015 e diventa sacerdote nel Agosto 2017.
La chiesa parrocchiale di Tufo, dedicata a San Leonardo Abate, è stata costruita nel 1571. E’ ubicata sulla piazza principale del paese. Il primo parroco fu Don Filippo Montanaro dall’anno 1694: precedentemente la chiesa era tenuta in commenda da Don Giovanni Mallozzo, canonico di S. Pietro di Traetto.
E’ costituita da un’unica navata con quattro altari laterali, nelle cui nicchie vi sono rispettivamente a sx di chi entra, la statua di S. Antonio da Padova e S. Leonardo Abate, mentre a destra le statue di S. Lucia e S. Francesco.
La statua lignea di S. Leonardo, patrono di Tufo, recentemente restaurata per iniziativa di P. Antonio Siciliano, è opera dello scultore locale Filippo Rasile e rappresenta il Santo di Noblac dall’aspetto giovanile, vestito da monaco, con le catene che pendono dalla mano dx (protettore dei carcerati) e con la mano sx che regge il Vangelo (guida ed ispirazione della sua vita), con ai piedi un castello per indicare le sue nobili origini.
Sul muro dell’abside vi sono tre nicchie: a sx c’è la statua di S. Luigi, a dx quella dell’Immacolata ed al centro, inquadrata tra due colonne di porfido e rispettivi corinzi, è posizionata la statua della Madonna delle Grazie.
Le suddette colonne, originariamente conservate presso il Santuario di San Francesco in Minturno, furono trasportate a Tufo, dietro esplicita richiesta dell’allora parroco Vincenzo Cammarota rivolta allo zio “potestà” della città di Minturno.
di Andrea Conte