Minturno, presentata interrogazione in Senato sull’Ismef

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”

Il capogruppo del Pd, Mimma Nuzzo, e il capogruppo di Minturno Cambia, Gerardo Stefanelli, rendono noto che è stata presentata in Senato dal Senatore del Pd Claudio Moscardelli un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sull’Ismef.

“Ad oggi – dichiarano – non siamo riusciti ad avere notizie in merito a finanziamenti, ai lavori in essere né chiarimenti sulla convenzione stipulata con il Comune di Minturno. Abbiamo presentato diverse interrogazioni consiliari. Per questo ci siamo rivolti al Senatore Moscardelli per avere chiarimenti in merito allo stato in essere dei finanziamenti ministeriali e se il progetto di riqualificazione dell’ex Sieci, di cui si parla ormai da dieci anni, sia davvero concretizzabile. Dopo diversi incontri, finalmente ieri in commissione l’Ismef ha informato che sono stati persi ben 10 milioni di euro perché non sarebbe stato presentato alcun progetto da parte del Comune di Minturno. Ad oggi quei finanziamenti sarebbero ridotti a 3,3 milioni di euro in quanto una parte cospicua è stata dirottata per il porto di Genova. La somma restante servirà per lo sminamento, la progettazione e il primo stralcio dei lavori. Se davvero stanno così le cose, riteniamo che l’amministrazione comunale debba prendere provvedimenti per tornare a fruire del complesso Sieci e del Castello Baronale in quanto non vi sarebbe la copertura per la realizzazione della struttura. Ora starà al Ministro delle infrastrutture chiarire la veridicità di questi dati. Da quanto appreso fino ad ora – concludono Nuzzo e Stefanelli – vi sarebbero delle responsabilità delle amministrazioni precedenti che non si sono mai interessate per l’erogazione dei finanziamenti e questo sarebbe un fatto molto grave perché si sono persi soldi pubblici a danno della comunità”.

Di seguito l’interrogazione presentata dal Senatore Claudio Moscardelli:

Atto n. 4-02505

Pubblicato il 17 luglio 2014, nella seduta n. 282

MOSCARDELLI – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. –

Premesso che in data 11 novembre del 2005 la Direzione generale per la navigazione ed il trasporto marittimo ed interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha sottoscritto una convenzione con l’Istituto mediterraneo di formazione per le professionalità nautiche (ISMEF), onlus con sede legale a Roma, finalizzata alla creazione di un macro progetto di alta formazione professionale nel settore della nautica da diporto;

considerato che:

l’articolo 1 della convenzione prevede tra le attività finalizzate alla realizzazione del macro progetto anche la ristrutturazione per la destinazione a polo didattico e formativo del complesso edilizio delle ex fornaci Sieci, sito a Minturno (Latina);

con l’articolo 2, il Ministero si è impegnato a finanziare le attività nell’ambito della disponibilità messe a disposizione dalla legge di bilancio per l’attuazione degli interventi di cui all’art. 145 della legge n. 388 del 2000;

inoltre si è impegnato ad erogare i finanziamenti per le iniziative e le attività previste, previa valutazione dei resoconti documentali sull’attuazione delle linee di azione, nel rispetto delle percentuali stabilite dall’art. 22, comma 14, lettera c), della legge n. 448 del 2001, come successivamente modificato dall’art. 80, comma 13, della legge n. 289 del 2002;

considerato, inoltre, che i consiglieri comunali di Minturno hanno presentato numerose interrogazioni al sindaco pro tempore e alla Giunta comunale riguardanti la situazione strutturale degli immobili ex area Sieci e del castello baronale di Minturno, senza, tuttavia, ottenere alcuna risposta formale in merito,

si chiede di sapere:

se sia stata rispettata totalmente nei suoi contenuti la convenzione di riferimento, stipulata tra il Ministero e ISMEF;

quali interventi di ristrutturazione, di manutenzione, di adeguamento o di altro tipo siano stati effettuati ad oggi dall’ISMEF;

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle reali condizioni in cui versano attualmente gli edifici destinati a polo didattico, come previsto nella convenzione;

se il Ministero abbia effettuato le verifiche e i controlli sugli obblighi previsti dalla stessa convenzione e in quali forme.