Minturno, Stefanelli: “Abbandono di rifiuti ingombranti, un problema che non si vuole risolvere”

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In merito alla drammatica situazione dei rifiuti che sta vivendo il Comune di Minturno, il capogruppo di Minturno Cambia Gerardo Stefanelli dichiara quanto segue:

Ancora una volta siamo costretti a rinnovare l’appello all’Amministrazione comunale affinché si attivi per la realizzazione delle domeniche ecologiche per lo smaltimento controllato dei rifiuti ingombranti. Come ogni anno, sistematicamente con l’avvicinarsi dell’estate, si intensifica il triste e squallido fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti ingombranti su tutto il territorio comunale. Tale fenomeno, se da un lato evidenzia la cultura dell’inciviltà che alberga nell’animo di molti concittadini e cittadini dei paesi vicinori che sovente operano in “trasferta”, dall’altro è dovuto parzialmente anche all’impossibilità per i concittadini di recarsi presso un punto definito e autorizzato per lo smaltimento di alcune tipologie di rifiuto rientrante nella categoria dei cd. ingombranti e rifiuti RAEE (rifiuti ed apparecchiature elettroniche).
Ad oggi infatti la mancanza di una possibilità di smaltimento controllato rende più difficile per il cittadino disciplinato potersi disfare di materiale ed oggetti che non sono più idonei all’uso a cui erano destinati, o che semplicemente non sono più ‘ospiti graditi’ in casa o nelle cantine. Realizzare dei punti raccolta in più parti del territorio con adeguata diffusione pubblicitaria degli orari e dei luoghi di raccolta, servirà sicuramente a ridurre  la quantità di materiale destinato allo smaltimento abusivo .
In due anni l’Amministrazione non è riuscita a fare neanche una di queste domeniche ecologiche a dimostrazione di quanto, oltre i noti problemi strutturali del mondo dei rifiuti a Minturno, manca una coscienza e una politica ambientale di base.
Da notare inoltre che i lavori per attrezzare l’area ecologica di Recillo, assegnati a luglio 2013 attraverso il sistema della somma urgenza per un importo netto di 28mila euro, hanno richiesto una perizia di variante suppletiva che richiederà ulteriori 31mila euro di lavori, che non solo è molto discutibile dal punto di vista della legittimità giuridico-amministrativa (non si capisce come possa realizzarsi dopo un anno una perizia di variante che ‘raddoppia’ il costo iniziale di un lavoro assegnato con somma urgenza), ma che sicuramente ritarderà ulteriormente la messa in funzione dell’area, acuendo i già noti problemi di smaltimento di una serie di categorie di rifiuti.