Rifondazione Comunista Formia: Il degrado urbano di Via Lavanga è indecente

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Ancora una volta, su sollecitazione dei cittadini, ci troviamo ad affrontare una storia ordinaria di degrado urbano. Questa volta il caso riguarda non le periferie, ma un luogo posto proprio dietro la casa comunale.

In via Lavanga, infatti, i cittadini sono alle prese con la diabolica combinazione di traffico e pioggia che, in assenza di regimentazione, li costringe a vivere da prigionieri in casa propria. L’assenza di controlli e l’azione di automobilisti scorretti che, o corrono per strada o parcheggiano selvaggiamente, costringono gli abitanti ad uscire di casa tra peripezie degne dei migliori equilibristi, soprattutto a causa dell’assenza di marciapiedi e di sistemi dissuasori che scoraggino i più indisciplinati.

Non parliamo dei giorni in cui piove, quando ai lati della strada si formano due torrenti, riducendo le vie praticate dai pedoni che vedono ancora più rischio la loro incolumità. Basterebbe poco per rendere la via più sicura, ad esempio un controllo periodico del rispetto del divieto di sosta, per restituire gli spazi alla gente.

Non crediamo che sia necessaria l’ennesima task force e l’avvento della relativa calamità per verificare il rispetto del codice della strada, basterebbe uno o due vigili, e qualche contravvenzione, per scoraggiare gli automobilisti più indisciplinati, privi di alcun rispetto per l’incolumità dei pedoni.

Semplici e immediati rimedi. In attesa che il comune di Formia si adegui all’obbligo di dotarsi del piano urbano del traffico (P.U.T.), come previsto dall’art. 36 del nuovo Codice della strada, ed adotti gli interventi migliorativi delle condizioni della circolazione stradale e pedonale nell’area urbana, regolando il traffico dei mezzi pubblici e privati, attraverso azioni di breve e lungo periodo. Sul punto ricordiamo che nell’agosto di quest’anno l’assessore alla Sostenibilità urbana, oltre a molti altri interventi, prevedeva l’istituzione di un ufficio di piano, di cui ancora non vediamo traccia.

A quest’ufficio vorremmo proporre l’ipotesi di trasformare via Lavanga e via della Conca in una zona a traffico limitato (Z.T.L.), riservando cioè la circolazione e la sosta ai soli residenti, così da liberare la zona da quegli inquinanti prodotti dai veicoli, che la soffocano nei giorni ad alta densità di traffico, migliorando indiscutibilmente la qualità dell’ambiente e la salute degli abitanti.

Il degrado di Via Lavanga fa emergere l’urgenza della realizzazione del famoso “NODO DI SCAMBIO E COLLEGAMENTO SS 7/BIS – VIA SOLARO – STAZIONE FF.SS. DI FORMIA”, che sicuramente ridurrebbe il numero di auto costrette a percorrere via Lavanga, ma di cui ancora non si vede il progetto definitivo.

A questo punto chiediamo che siano chiariti i tempi di realizzazione di questo fondamentale tratto di strada, lungo 526 metri, di cui 180 su viadotto.

Noi siamo rimasti al 31 Maggio 2010, quando scadevano i termini per la presentazione delle offerte per i servizi di progettazione preliminare e definitiva, di coordinamento della sicurezza, direzione lavori et altro relativi alla realizzazione del sopracitato “NODO DI SCAMBIO” per un valore complessivo di € 387.578 euro.

A quel tempo si affermò che l’intera opera sarebbe stata garantita da un finanziamento di € 2.830.000,00 concesso dalla Regione Lazio con deliberazione di G.R. n. 561 del 05.09.2006 e un finanziamento mediante fondi PRUSST denominato “Area del Golfo di Gaeta e Monti Aurunci” per € 1.330.000,00 circa, concesso dal Ministero LL. PP. di cui: € 828.224,00 con fondi ministeriali PRUSST (D.M. 177 del 17.05.2004) e € 494.379,00 con fondi ministeriali PRUSST (Decreto 10.07.2003).

L’ex assessore ai lavori pubblici in campagna elettorale affermò che parte dei soldi previsti per l’opera sono stati utilizzati, dalla giunta Forte, per il rifacimento di piazza IV Novembre, antistante alla stazione F.S.. Se quei soldi, invece di essere buttati in un inutile restyling, fossero stati impiegati per le indagini geotecniche necessarie per la realizzazione del viadotto, nessuno si sarebbe lamentato e saremmo più vicini all’apertura della strada.

Al di là da inutili proclami, in prim’ordine chiediamo maggiori controlli alla circolazione su via Lavanga, l’installazione di sistemi di dissuasione della velocità e protezione dei pedoni, oltre al rifacimento della segnaletica. In second’ordine chiediamo che si avvi il percorso per l’adozione del P.U.T., di cui ogni giorno che passa se ne sente sempre di più la necessità.