Salvatore Boni ed i suoi stemmi in mostra alla Sorresca

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”

11870767_10207474065000001_4367817558790049725_nCULTURA: Continua la rassegna In-Chiostro, nella suggestiva chiesa della Sorresca, con  “segni, suoni, parole che si incontrano”, la mostra di Salvatore Boni, nata da un’idea di Rosario Cienzo, sarà inaugurata il 17 agosto.

Salvatore Boni, araldista e cultore di storia medioevale, autore di un prezioso volume intitolato “Gaeta nello splendore della sua nobiltà e dei suoi governatori”, pubblicato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel 2008, un volume frutto di una vita di studi meticolosi sulla Storia della Nobiltà Gaetana, con una riproduzione certosina degli stemmi delle famiglie patrizie, con tanto di spiegazione dei colori, dei simboli, dei significati dei motti in essi inseriti.

Boni arriva a Gaeta per il servizio militare, e viene immediatamente colto dalla ricchezza che la città offre di testimonianze storico – monumentali e di documenti che raccontano un glorioso passato, che non lo lasciano indifferente; da qui iniziano i suoi studi e le sue ricerche, favoriti dalla conoscenza della grammatica dell’araldica, che gli ha permesso di comprendere significati e simboli ricorrenti, da quello dell’aquila a quello del leone, presenti in tanti stemmi di famiglie nobili ed esaltanti la forza e la potenza dei loro casati.

Salvatore Boni
Salvatore Boni

“La passione per questo genere di studi – racconta Salvatore Boni – è praticamente nata con me. Fin da ragazzo, a Napoli, ho coltivato il mio interesse per i film cavallereschi, per re Artù e le sue avventure, per gli stemmi dei nobili che ricercavo, fotografavo, riproducevo, interpretavo. Alcuni non esistono più, ma sono riuscito a fotografarli prima che scomparissero.”

All’inaugurazione, oltre Salvatore Boni, interverrà il prof. Ferdinando Robbio.

Claudio Sasso
Claudio Sasso

Al termine piccolo concerto live con Claudio Sasso alla chitarra, musicista Gaetano che da anni vive in Finlandia, ma non manca mai di tornare nella sua Gaeta, anzi “Gaeta Vecchia”, dove è cresciuto.

Con la sua chitarra conquista sempre il suo pubblico sin dalle primissime note, spaziando dal mondo della musica leggera, dai Beatles al repertorio italiano, sino ai classici napoletani.

La mostra rimarrà esposta nella chiesa della Sorresca dal 17 al 22 agosto prossimo, dalle 19,30 alle 23,00

di Enrico Duratorre

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