TARES 2013, UN SALASSO MORTALE SUL COMMERCIO E SUL TURISMO DI FORMIA

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L’ASCOM-Confcommercio di Formia ed Il CENTRO COMMERCIALE NATURALE “Le Due Torri” giudicano molto negativamente la decisione dell’Amministrazione Comunale di Formia che ha deciso di introdurre nel 2013 una tassa che nell’anno 2014 non esisterà più, perché già soppressa dal Governo.
Il Comune di Formia – nonostante le recenti disposizioni stabilite dal DL del 31.08.2013 convertito con la Legge n. 124 del 28.10.2013, in forza della quali in Comuni avevano la possibilità di continuare ad applicare anche per l’anno 2013 il regime tributario (TARSU) in vigore nell’anno 2012 – ha quindi sposato la filosofia di una Legge che scarica sugli Enti, ed in conseguenza su tutti i contribuenti, l’onere della copertura totale dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti.
Questa impostazione – che trasforma gli Enti Locali in gabellieri dello Stato ed i cittadini in sudditi – è stata duramente contestata dalla Confcommercio fin dalla sua introduzione, lanciano un allarme sugli effetti che si sarebbero verificati sulle imprese e promosse, già nel mese di febbraio scorso una clamorosa manifestazione di protesta con la simbolica consegna delle chiavi a tutti i Sindaci della Provincia di Latina. Con la Tares, denunciammo che vi sarebbero stati aumenti insostenibili per le attività commerciali – già provate dalla crisi, dalla diminuzione dei consumi e dal carico fiscale – in conseguenza del quale si sarebbe accellerato il processo di chiusura e di desertificazione dei Centri Storici.
Sicchè in molti Comuni solo la Confcommercio ha prodotto atti di contestazione formali a Latina come a Terracina, a Fondi come a Gaeta.
Formia – come suggerito dalle scriventi Associazioni – poteva ben riflettere come recuperare il disavanzo di circa 1 milione e 500 mila euro per la copertura totale dei costi del servizio con eventuali operazioni di controllo della spesa, con recupero della evasione e con altri interventi sostitutivi spalmati su tutti i contribuenti in maniera più equa e sostenibile.
Si è deciso, invece, di applicare una tassa che non graverà minimamente sulle utenze domestiche, che introduce un clamoroso regime tariffario molto vantaggioso per gli istituti di credito (i quali verseranno solo € 4,92 a mq., ovvero circa il 50% in meno rispetto al 2012) mentre i ristoranti, trattorie e pizzerie e bar dovranno versare € 18,63 a mq; gli alberghi con ristorazione dovranno versare € 9,12 a mq; i bar, caffè e pasticceria € 14,05 a mq.; i negozi di ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio € 24,24 a mq.; i banchi di mercato di generi alimentari € 19,94 a mq.
Siamo davanti ad aumenti che vanno da un minimo del 25% fino al 306% rispetto alle tariffe in regime TARSU dell’anno 2012.
A tutto ciò si dovrà aggiungere la quota di € 0,30 a mq. che tutti i contribuenti dovranno versare direttamente allo stato entro il mese di dicembre.
Questa è la cruda verità.
L’Amministrazione Comunale di Formia – lo ripetiamo – non era obbligata a perseguire questa strada, che provocherà danni enormi ai bilanci di centinaia di attività già prostrate dalla pesante congiuntura ed all’intero tessuto commerciale e turistico della città.
L’Amministrazione Comunale di Formia avrebbe dovuto sviluppare fin da subito un dialogo con tutte le Associazioni di Categoria per giungere ad una proposta condivisa e concertata, mentre siamo stati tardivamente chiamati solo ieri per una “consultazione” puramente formale.
Nel denunciare la gravità di questo comportamento e di questa decisione rivolgiamo un ultimo appello alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale affinché riflettano sulle ripercussioni che la introduzione della TARES provocherà sul comparto commerciale e turistico della città.