TPL: USB PROCLAMA LO SCIOPERO NAZIONALE IL 6 DICEMBRE

Le 3C Minturno”Gli specialisti della cover”

L’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato proclama per il prossimo 6 dicembre lo sciopero nazionale nel Trasporto Pubblico Locale di 4 ore, attuato secondo specifiche articolazioni territoriali.

Questa prima azione di sciopero, limitata a 4 ore a causa della penalizzante normativa in materia di  diritto alla sciopero nei servizi pubblici essenziali,  risponde alla necessità di dare una prima urgente riposta contro le politiche del governo, che prevedono vaste e preoccupanti privatizzazioni nel settore con pesanti ricadute sui carichi di lavoro, sui salari, nonché sulla qualità e quantità del servizio alla cittadinanza.

La lotta degli autoferrotranvieri genovesi, a cui l’USB ha dato il suo pieno sostegno, esprime la realtà di una condizione non più accettabile. Da sei anni i contratti del TPL sono bloccati, mentre gestioni clientelari e criminali, che hanno visto la pesante intromissione della politica, hanno spolpato le aziende pubbliche di trasporti.

Ma altrettanto fallimentari sono le privatizzazioni: basti pensare a quelle già attuate – come Alitalia,  Telecom, ILVA,  solo per citare qualche esempio. La risposta ai problemi del TPL non può dunque essere quella delle dismissioni, dell’affidamento ai privati, la riduzione del numero di aziende e la diminuzione delle risorse da parte dello Stato.

Da anni l’USB si batte per un servizio pubblico e di qualità, che rappresenti un’alternativa, reale e praticabile, all’uso del mezzo privato.

Per tutti questi motivi, l’USB Lavoro Privato chiama gli autoferrotranvieri ad aderire in massa allo sciopero nazionale e ritiene che i lavoratori debbano interrompere qualunque forma di disponibilità nei confronti delle aziende per non essere complici di chi pretende di peggiorare il servizio, ridurre le linee e colpire nello stesso tempo salario e condizioni di lavoro.

Pertanto, ritiro immediato da parte dei lavoratori della diponibilità ad operare “straordinari volontari” che, in quanto tali, non rappresentano alcun obbligo contrattuale dei lavoratori ma sono solo ed esclusivamente una disponibilità concessa dai singoli lavoratori: in quanto tale può – e deve – essere revocata.