VIOLENZA SULLE DONNE: IL 25 NOVEMBRE LE LAVORATRICI DI NIDI E SCUOLE D’INFANZIA DICONO LA LORO AL COMUNE DI ROMA

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In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’USB del Comune di Roma organizza un’assemblea pubblica delle lavoratrici dei nidi e delle scuole d’infanzia per discutere dei problemi vissuti dalle donne del settore.

In questa occasione, l’USB ha anche scritto al sindaco Marino, all’assessore alle Politiche Scolastico Educative  Cattoi e all’assessore al Personale Nieri, per chiedere un incontro.

“La violenza contro le donne è rappresentata anche dal fatto che tante donne debbano rinunciare al lavoro, alla propria indipendenza ed autodeterminazione perché anche il Comune di Roma ha deciso di non investire nulla sui servizi all’infanzia pubblici e tiene chiuse strutture già completate in attesa di trovare un sistema per perpetrare l’ennesima vergognosa privatizzazione al ribasso”,  denuncia Caterina Fida, dell’USB Comune di Roma.

“La violenza sulle donne è rappresentata anche dalla fatica e dall’affanno a cui sono costrette migliaia di lavoratrici – sottolinea Fida  – perché i tempi dell’istituzione e la logica del risparmio impediscono loro di svolgere il lavoro con serenità, rispondendo ai bisogni delle persone di cui si prendono cura, e con tempi adeguati, giusti”.

“Ed è ancora  violenza – incalza la dirigente USB –  mantenere per anni in stato di precarietà migliaia di donne, educatrici ed insegnanti, senza prospettive future. O far finta di non sapere che, quando i servizi vengono privatizzati, le lavoratrici sono sfruttate e malpagate”.
“Come testimonia la recente vittoria per l’abrogazione della legge regionale Polverini sulle ‘classi pollaio’ – ricorda Fida  – le donne dell’USB hanno dimostrato che con la lotta possono imporre alla politica un modo diverso  di vedere la vita, che non sono disposte a piegarsi e che rigettano scelte irrispettose del loro lavoro e deleterie per i bambini di cui si prendono cura”.

Conclude la sindacalista: “Nelle campagne elettorali abbiamo ascoltato molte promesse e parole inutili – conclude – il nostro 25 novembre non sarà una giornata simbolica, l’ennesima inutile rappresentazione, ma una giornata di lotta dalla quale ci aspettiamo risposte concrete sul futuro dei nostri servizi  e su quello delle migliaia di precarie che lavorano per Roma Capitale”.