AS ROMA NUOTO: INTERVISTA A CLAUDIO GAZZARINI, CAPITANO E PORTIERE A.S. ROMA NUOTO

Il Paese delle meraviglie a Minturno


Dopo le due vittorie contro Muri Antichi e Salerno, la Roma Nuoto ha subìto quattro sconfitte consecutive. Da capitano, cosa pensa non stia funzionando nel vostro gioco?

Credo che la soluzione per risolvere i nostri problemi di gioco sia credere in quello che facciamo. Dobbiamo semplificare il tutto per evitare di sbagliare il meno possibile. 

Sabato prossimo vi attende la capolista Civitavecchia, con la quale all’andata al Foro Italico avete sfiorato l’impresa perdendo con una sola rete di scarto. Come vi preparerete per questa sfida?

E’ una trasferta difficile, il Civitavecchia si sta meritando la prima posizione in classifica. Stiamo lavorando proprio su quegli aspetti che ci hanno penalizzato fino ad oggi, ossia il contropiede e l’uomo in più.

Il roster è un mix di giovani e giocatori di esperienza. Giunti ormai alla sedicesima giornata, come valuta l’affiatamento del gruppo?

Il gruppo è affiatato. Lavoriamo tutti sodo per raggiungere i nostri obiettivi, però ci serve ancora tempo. Dobbiamo fare ancora tanta strada.

Dopo la partita a Civitavecchia vi attenderanno match più abbordabili, a partire dalla sfida in casa con l’Anzio, team ultimo in classifica con zero punti. Sarà l’occasione per risollevarvi dal momento negativo?

La nostra salvezza passerà da quelle partite, perciò sarà importante affrontarle con la giusta concentrazione e determinazione. Non possiamo permetterci distrazioni.

Finora la Roma ha dimostrato di potersela giocare con tutti, ma in ogni partita subite dei momenti di black-out che incidono pesantemente nel risultato. Come state lavorando per evitarli?

Dobbiamo giocare nel mondo più semplice possibile, giocare di squadra ed evitare personalismi. Nessuno deve pensare di risolvere la gara da solo.

Quali crede siano gli aspetti da migliorare nel vostro gioco?

Subiamo troppe ripartenze, dovute all’eccessiva fretta in attacco.

Qual è attualmente il vostro punto di forza e quale il punto debole?

Il punto debole credo sia che non tutti sono abituati a reggere la pressione durante la gara. Purtroppo la nostra situazione attuale ha aumentato ancora di più l’importanza di ogni partita. Il punto di forza è che la squadra lavora duramente in settimana: nessuno si risparmia.

Il vostro giovane portiere Francesco De Michelis, classe 99, ha ricevuto diverse convocazioni per i raduni nazionali giovanili. Come vede il suo futuro?

Francesco deve lavorare ancora tanto, ma ha le potenzialità per diventare un buon portiere.

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