Asinelli sui monti Aurunci: ci pensa Campodimele

Zannella Roberto 1Campodimele torna alla natura. Lo fa per preservare una specie faunistica, gli asinelli, in via di estinzione, e per garantire occupazione ai giovani del posto.

E’ stato, infatti, presentato, nel centro collinare, un dettagliato progetto che riporterà sui monti Aurunci gli asinelli, razza che, dopo l’impiego di questi quadrupedi, frugali nella loro alimentazione, nelle falcidianti operazioni di sminamento al termine del secondo conflitto mondiale, si era ridotta addirittura a una ventina di unità. Tutto il programma teso a promuovere l’allevamento di questi preziosi quadrupedi, con tutto ciò che ne consegue (produzione di latte d’asina, pet therapy, equiturismo, ecc.) ha preso il via durante la presidenza della provincia di Latina di Armando Cusani, presente, per l’occasione, nel comune della longevità, con l’assessore al ramo, Renzo Scalco e Claudio Cardogna, componente della commissione Bilancio della Provincia. A  fornire l’input all’ente di via Costa è stato il sindaco di Campodimele, Roberto Zannella (nella foto), “interessato –come lui stesso ha precisato nel corso della presentazione del progetto, avvenuta sotto il secolare albero che troneggia nella piazza antistante il comune- a recuperare un’area naturalistica di pregio, in parte già attrezzata con recinzioni e altro, ma abbandonata e con problemi di riattamento, a ridosso del Parco Aurunci”. In sintonia con Zannella, sia Armando Cusani, sia l’assessore Scalco hanno sottolineato anche la valenza rappresentata dalle “opportunità occupazionali integrative a quelle del taglio del bosco ceduo, svolto dalla cooperativa, in cui sono impegnati giovani del posto, per parte dell’anno e, soprattutto per evitare che da Campodimele la gente se ne vada perchè lavoro non ce n’è. Nei mesi scorsi –hanno poi ricordato tutti gli intervenuti nell’incontro con gli organi di in formazione e la gente presente in piazza- è stato eseguito un sopralluogo con il consigliere Cardogna, il dott. Antonio Fagiolo e la dott. Tiziana Zottola dell’istituto zooprofilattico ATC LT 2 per verificare cosa fare in quell’area e la soluzione concordemente adottata è stata quella dell’allevamento di asinelli che si proporrebbe su scala nazionale per un disegno progettuale dal richiamo culturale e scientifico, anche in relazione alla caratteristica di Campodimele come paese della longevità. A loro si è aggiunta la fondazione Biocampus che –con l’intervento del responsabile Pierpaolo Pontecorvo, che ha illustrato il contributo di idee fornito al progetto- ha completato il gruppo di sinergia operativo  che ha partorito l’ambizioso progetto”. Il progetto comporta oneri per quasi 50mila euro e si estende su ben 15 ettari. “La Provincia –ha ricordato l’assessore Scalco- ne ha stanziato 25mila e con questo fondo si avrà cura di ripristinare, fin dove è possibile, recinzione, altane, strutture lignee, mentre lo stesso ente di via Costa e l’Istituto zooprofilattico cureranno la selezione e l’acquisto di 20 asinelli per avviare l’allevamento. Al riguardo, Provincia, comune di Campodimele, Istituto zooprofilattico e fondazione Biocampus hanno sottoscritto accordi di gestione e di collaborazione che, nelle premesse, aspira a introdurre a Campodimele nuove forme di occupazione, senza dimenticare che il paese, insieme a Itri, Fondi e altri centri limitrofi, è inserito nel progetto di valorizzazione del vitellone bianco degli Aurunci per il quale –ha concluso Scalco- la Provincia ha stanziato mesi fa sessantamila euro”.

Autore: Orazio Ruggieri

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