Castelforte: La bacchettata del Consigliere Forte di “Liberi per Castelforte” al Presidente del Consiglio Comunale Alessio Fusco

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Quale capogruppo di Liberi per Castelforte, è doveroso replicare alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio in merito alla mia astensione nell’ultimo Consiglio comunale sul finanziamento concesso dalla Regione Lazio per la riqualificazione della scuola primaria di Forma di Suio.

Intanto va ricordato al Presidente del Consiglio che il ruolo che ricopre dovrebbe essere quello di super partes, di garanzia di tutti i consiglieri comunali e quindi ispirato a principi di terzietà, così come stabilito dal Testo Unico. Il Presidente dovrebbe sapere che non è solo un membro del Consiglio, ma una figura istituzionale che deve operare al di sopra delle parti per assicurare il pluralismo, l’equità e l’efficienza del processo decisionale del Consiglio. È strano come non comprenda che la sua carica si discosta dai ruoli prettamente politici, come quelli del Sindaco o degli assessori, e lo pone come garante delle regole e del corretto svolgimento dei dibattiti.

Invece, nel dirigere i lavori in Consiglio comunale, non esercita affatto la sua funzione di garanzia e di imparzialità, tanto che sembra svolgere il ruolo di una specifica parte politica, addirittura tramite comunicati stampa e/o sui social, non gestendo affatto un democratico dibattito e non garantendo un corretto svolgimento dell’attività consiliare. In Consiglio comunale assistiamo a scene imbarazzanti, con capovolgimenti dei compiti, dove chi dovrebbe rispondere alle osservazioni della minoranza sui punti all’ordine del giorno finisce per non proferire parola, e ci troviamo a dover replicare al Presidente dell’assemblea che dovrebbe essere il moderatore, terzo e garante della massima assise!

Fatto questo doveroso richiamo normativo su quale dovrebbe essere il suo ruolo, nel merito della votazione relativa al plesso scolastico San Cataldo, in primis va precisato che la mia astensione è una chiara espressione di volontà e non è equiparabile a un voto “contrario all’interesse pubblico, né ostruzionistico”, così come afferma il Presidente del Consiglio.

Tale mio giudizio, già motivato in Consiglio comunale, va inquadrato in un discorso di più ampio respiro di politica scolastica, perché è notoria l’incapacità già manifestata dall’Amministrazione comunale nel programmare un virtuoso percorso didattico, dove il nostro Istituto Omnicomprensivo ha già rischiato (e rischia tuttora) di perdere l’autonomia e quindi i vari ordini di scuola, compromettendo la necessità dello stesso patrimonio edilizio scolastico che si cerca oggi di riqualificare.

Il Sindaco, già lo scorso anno, non ha voluto ascoltare i suggerimenti della minoranza, ossia quello di deliberare la fusione con Ponza che, in quanto isola (zona emergenziale), sconta numeri diversi per mantenere l’autonomia scolastica. Infatti, successivamente si è dovuto precipitare in Regione ad elemosinare con il piattino in mano, per impedire il disegno diabolico di qualche Comune e della stessa Provincia di Latina, che prevedeva la soppressione del nostro Istituto Omnicomprensivo, in quanto la Ragioneria veniva inserita nel polo delle scuole superiori e, di conseguenza, con lo smembramento degli altri ordini di scuola, le materne, le elementari e le medie sarebbero state preda di qualche Comune limitrofo.

La lezione non è bastata, perché l’Amministrazione, anche quest’anno, rischia di trovarsi nella medesima (e pessima) situazione: errare è umano (insomma… erano stati anche avvisati), perseverare è diabolico!

Il voto espresso in Consiglio comunale di astensione va inquadrato e letto in questo deficit di programmazione scolastica, in questa visione miope da parte della maggioranza, che potrebbe portare alla perdita dell’autonomia dell’Istituto Omnicomprensivo e quindi alla chiusura degli attuali plessi, nonostante la riqualificazione sbandierata. Della serie: concentratevi sulla luna, non sul dito che la indica.

Se al Presidente del Consiglio questo voto “è apparso incomprensibile e politicamente inspiegabile” — il che la dice lunga sulla visione della res publica — la minoranza oramai se ne è fatta una ragione, ma il nostro territorio e i cittadini di Castelforte non meritano una simile disfatta.

Il Capogruppo Liberi Per Castelforte

Gianpiero Forte

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