Cori: LA LEGGENDA DELLA TRITA E IL GENIUS LOCI, ALLA SCOPERTA DELLO SPIRITO DEL LAGO DI GIULIANELLO

Il Paese delle meraviglie a Minturno


Per il ciclo «Antiche leggende e geografia del sacro a Giulianello»,gli Artigiani dell’Amore hanno organizzato un viaggio a metà tra il mito e la storia per incontrare lo spirito dei luoghi, il “genius loci”. Una passeggiata per conoscere il territorio, scoprirne le bellezze più antiche, curiose e ignote, e connettersi con la Natura e la Terra. Sandro Pravisani, autore e studioso di antropologia, cosmologia antica e simbolismo, accompagnerà i partecipanti alla scoperta degli antichi luoghi sacri lungo la Via Francigena del Sud, nelle campagne tra Giulianello e Velletri.

Si inizia domenica 4 maggio, alle ore 9.00, con la «La leggenda della trita e il genius loci, lago di Giulianello». La tradizione orale narra che, in tempi remoti, un’enorme “trita” (macina) trainata da cavalli, a causa del suo incessante movimento, consumò il suolo su cui poggiava, creando una voragine così profonda che tutto il paese attorno vi sprofondò dentro sparendo per sempre. Dal buco che si creò uscì acqua e così nacque il lago di Giulianello.La leggenda descrive un luogo che nell’antichità sembra aver svolto un ruolo molto importante nelle relazioni tra individuo, territorio e collettività.

Dalle informazioni a disposizione è possibile ipotizzare che questo specchio d’acqua, nel passato, svolgesse un importante ruolo di “centro/pilastro” del territorio circostante. Sulla sommità della collina affacciata sulla riva occidentale del lago, sorgeva uno dei centri più importanti del Lazio protostorico (IX/VI secolo a.C.) lungo antichissime vie di comunicazione che univano la valle del Sacco con la pianura pontina.

I boschi che circondano le sue acque conservano numerose tracce di frequentazione. Un posto, in particolare, custodisce un manufatto curioso e altamente evocativo. Su un’enorme pietra è stata ricavata una nicchia all’interno di un profondo vano rettangolare sovrastato da un simbolo composto da un cerchio inscritto in un triangolo. Probabilmente un luogo dedicato al culto delle acque e davanti a quell’altare è ancora possibile percepire lo spirito del lago.

Prossimo appuntamento il 25 maggio con «La valle sacra – Antiche necropoli e luoghi di culto lungo il fosso del Teppia». (Per maggiori informazioni consultare la fonte su www.facebook.com/events/459928490806926, in particolare www.facebook.com/notes/living-giulianello/lo-spirito-del-lago).

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