Ulisse torna al centro dell’attenzione tra cinema e musica. Mentre “Odissea”, il film di Christopher Nolan con protagonista Matt Damon, riporta il viaggio epico di Omero nell’immaginario internazionale, Edoardo De Angelis sceglie lo stesso personaggio nel suo album “Ulisse al confine del tempo”.
Il disco, pubblicato alcuni mesi prima dell’uscita del film, propone una rilettura del mito come chiave per interpretare il presente. Se il film di Nolan porta sul grande schermo il racconto epico, De Angelis ne mette al centro il significato più intimo, trasformando Ulisse in una metafora dell’uomo contemporaneo, sospeso tra memoria e futuro, radici e cambiamento, paure e speranze.
Per De Angelis, Ulisse non è soltanto l’eroe del ritorno a Itaca, ma il simbolo della ricerca continua, del desiderio di conoscenza e del coraggio di attraversare i confini dell’esistenza. Un uomo che continua a partire, perché ogni approdo rappresenta l’inizio di un nuovo viaggio.
L’album raccoglie dieci canzoni che raccontano le tappe di questa navigazione interiore. Il percorso va da “La porta dei sogni” a “Controcanto”, passando per “Come uno scrittore”, “Il peso della luna”, il dialogo con Penelope, “Erano solo uomini”, “Baciare la sposa”, “Un infinito applaudire” e “Il confine del tempo”.
Proprio quest’ultimo brano racchiude il senso dell’intero lavoro: “Quando Ulisse attraversa il confine del tempo, mette in gioco la propria natura mentre scioglie le vele e le lancia nel vento e va in cerca di un’altra avventura”.
Il progetto nasce anche da un incontro tra generazioni. L’album, prodotto dalla A.C. Culturarti e pubblicato da Il Cantutore Necessario e Azzurra Music, è il risultato del lavoro condiviso con le giovani cantautrici e i giovani cantautori protagonisti delle residenze artistiche del Festival Frattempi nella Val Pesarina, la “Valle del Tempo”.
Anna Cainero, Nicole Coceancig, Michele Arena, Luca Carrubba, Alvise Nodale e Antoine Ruiz hanno contribuito come coautori, cointerpreti e arrangiatori di diverse canzoni. Un passaggio di testimone che, nel progetto, rappresenta la trasmissione della cultura e della canzone d’autore come patrimonio vivo, capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.
In questo contesto, “Ulisse al confine del tempo” si propone come una prospettiva complementare rispetto al racconto cinematografico. Non una colonna sonora dell’“Odissea”, ma un viaggio poetico che riporta il mito nelle domande del presente.