“Fare Verde” Provincia di Frosinone. In Italia la depurazione delle acque reflue urbane è obbligatoria per legge.

Isola del Liri – La depurazione delle acque reflue urbane è obbligatoria per legge. L’Ambiente va tutelato con fermezza anche ricorrendo all’Autorità Giudiziaria. L’omerta’ e il greenwashing producono solo azioni politicizzate del vogliamoci bene ad ogni costo finalizzate al consenso elettorale. Chi si iscrive a Fare Verde viene informato contestualmente che le azioni dell’associazione non hanno padroni e finalità partitiche.

L’ambiente è entrato da poco nella Costituzione Italiana ma ad Isola del Liri evidentemente questo piccolo particolare deve essere sfuggito. Fare Verde dal 2016 si è interessata alla depurazione delle acque reflue del Comune di Isola del Liri e alle numerose perdite di tempo su diatribe infinite per la collocazione di un impianto di depurazione che è obbligatorio per legge. Le acque reflue sono disciplinate da leggi e regolamenti ferrei le cui violazioni prevedono ammende salate e perfino l’arresto. In seguito all’ordinanza del Sindaco di Isola del Liri si è appreso che è stato ordinato ad ACEA di allacciare le utenze alle fogne in attesa che verrà costruito il depuratore. Ciò vuol dire che le fogne scaricano i liquami nel fiume Liri senza nessun trattamento da subito. Fare Verde Provincia di Frosinone con gli iscritti di Isola del Liri era riuscita a capire che la realizzazione del Depuratore Intercomunale , che avrebbe dovuto servire i comuni di Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Castelliri ed Arpino, era stata inserita all’interno della Delibera di Giunta Regionale n. 668 del 2008 a favore di ACEA ATO 5. L’opera pubblica per un costo di 12 milioni di euro così suddivisi nelle forme di finanziamento: Euro 8.400.00 a carico della Regione (di cui euro 5.600.000 IMMEDIATAMENTE DISPONIBILI e i restanti Euro 2.800.000 da erogare tramite i ribassi d’asta) e 3.600.000 derivanti dalle tariffe. A seguito di scambi di note tra l’Acea Ato 5 e la Direzione Ambiente della Regione Lazio, una quota di questi soldi, pari ad euro 625.000, fu PROVVISORIAMENTE stornata da questo intervento e destinata alla copertura del completamento del depuratore di Anagni.
Da allora ci sono state tante perdite di tempo nonostante gli interventi pubblici di Fare Verde perfino in
televisione dove sistematicamente veniva evidenziata la carenza di depuratori a Isola del Liri fino alla
segnalazione fatta direttamente alla Commissione Europea il 1.3.2019 dove veniva dichiarata alla Direzione
Generale Ambiente della Commissione Europea la mancanza di volontà per risolvere la grave criticità
ambientale al fiume Liri cagionata dalla mancanza di idoneo impianto di depurazione per le acque reflue urbane.
Da allora solo improponibili collocazioni per un depuratore che non vede luce dagli anni ’70 ossia quando fu redatto il Piano Regolatore Generale che appunto prevedeva la costruzione di un impianto di depurazione per circa 22.000 abitanti ipotizzando uno spettacolare sviluppo demografico .
Il giorno 10.3.2022 con ordinanza n. 21 il sindaco di Isola del Liri ha ordinato “alla Società Acea Ato 5 s.p.a.,
in qualità di gestore della rete idrica e della pubblica rete fognante, in deroga e nelle more della
realizzazione dell’impianto di depurazione oltre che della redazione del nuovo regolamento idrico e
fognario, di autorizzare l’allaccio idrico ed allaccio fognante…” . Per gli impianti fognari di Isola del Liri sversano direttamente nel fiume Liri è stato chiesto al Sig. Procuratore della Repubblica di Cassino di voler prevenire l’inquinamento del fiume Liri nel tratto che insiste sul territorio del Comune
di Isola del Liri facendo rispettare il D.Lgs. 152 emanato l’11 Maggio 1999, che va a recepire la direttiva
comunitaria 91/271/CEE riguardante il trattamento delle acque reflue urbane.
il D.M. 198 entrato in vigore il 18 settembre 2002, “Modalità di attuazione sullo stato di qualità delle acque,
ai sensi dell’art. 3, comma 7, del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152″
il D.Lgs. 152/06 «Testo Unico Ambientale» che ridefinisce le acque reflue urbane, domestiche ed industriali
e su tutti il D. Lgs 152/06 in vigore dal 09/08/17 che disciplina l’adeguamento della normativa nazionale in
base alle disposizioni del regolamento (UE) n.305/2011 secondo cui le opere di costruzione sono concepite
e realizzate in modo da non mettere a repentaglio la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei
beni e da non danneggiare l’ambiente.