Fondi: Rischio idrogeologico: chiesti i contributi per progettare tre maxi interventi

I.T.E. Tallini Castelforte

La giunta municipale ha deliberato una richiesta di contributo per le spese di progettazione relative a tre interventi finalizzati alla messa in sicurezza di altrettante aree a rischio idrogeologico.

MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO DEL CANALE PEDEMONTANO

Richiesta di contributo per la progettazione: 294.945 euro. 

Leggi la delibera di Giunta.

CONSOLIDAMENTO E MESSA IN SICUREZZA DEL MONTE CASERECCIO (zona ubicata tra via Sant’Agata e via Madonna della Rocca)

Richiesta di contributo per la progettazione: 330.268 euro.

Leggi la delibera di Giunta.

MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO DEL RIO QUERCE

Richiesta di contributo per la progettazione: 1.131.937 euro.

Leggi la delibera di Giunta.  

La richiesta dei contributi necessari alla progettazione rappresenta il primo passo dell’iter per la realizzazione delle 3 opere in oggetto.

L’ottenimento dei finanziamenti consentirebbe l’apertura di una corsia preferenziale in vista di futuri bandi e stanziamenti governativi tali da rendere possibili interventi complessi e onerosi, del valore di milioni di euro, che il Comune non potrebbe mai realizzare in solitaria. Si parla infatti di 4milioni e mezzo di euro per il progetto di messa in sicurezza del Pedemontano, di 4milioni e 800 mila euro per intervenire sul Monte Casereccio e di 12 milioni e mezzo di euro per la mitigazione del rischio idraulico in zona Rio Querce.

«La progettazione – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Ciccarelli – è il primo passo per la realizzazioni di grandi progetti a lungo termine, importantissimi per la sicurezza del territorio e la riduzione del rischio idrogeologico. 

Con questo primo step auspichiamo di poter intercettare fondi governativi e ministeriali che ci consentiranno, in un futuro non immediato, di prevenire frane, esondazioni e danni alluvionali. 

Un ringraziamento agli uffici competenti che lavorano sodo dedicando attenzione ai problemi di stretta attualità senza trascurare interventi di più ampio respiro che richiedono, necessariamente, una più lunga e complessa gestazione».

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