Formia: Il Consiglio Comunale dice NO ai dissalatori

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POLITICA: Il Consiglio Comunale di Formia con quindici voti ha detto “NO” ai dissalatori, invitando, contestualmente, l’Ente Gestore del Servizio Idrico Integrato a trovare delle soluzioni diverse ed immediate.

Un “NO” trasversale di maggioranza ed opposizione, i cui rappresentanti non hanno ritenuto soddisfacenti le spiegazioni dei tecnici di Acqualatina che, ancora una volta, hanno voluto far passare i dissalatori come unica soluzione alla crisi idrica.

Dopo Ventotene e Ponza anche Formia ha posto il veto all’istallazione dei dissalatori portatili, una soluzione che, secondo i rappresentanti politici formiani arrecherebbe più danni all’ambiente, rispetto ai benefici che apporterebbe; la soluzione dissalatori, dunque, appare sempre più come business che come soluzione di un reale problema che sta portando i cittadini e le attività commerciali all’esasperazione.

Dunque, saltata l’ipotesi Formia, e scartata, dalla stessa Acqualatina, l’ipotesi Scauri per non danneggiare il turismo della città pontina, restano il porto commerciale di Gaeta e Punta Stendardo, come siti individuati per l’istallazione dei dissalatori portatili, una soluzione provvisoria, come confermato dall’Ing. Cima, Direttore Tecnico dell’Ente Gestore del Servizio Idirico, il quale, tuttavia, non ha soddisfatto i presenti e non ha chiarito a carico di chi saranno i costi per questa soluzione tampone.

La crisi idrica, duqnue, continuerà ad attanagliare il sud pontino, in attesa di quelle che saranno le soluzioni che l’ente gestore vorrà mettere in campo, dissalatori, navi cisterne, nuovi pozzi di captazione, queste le ipotesi al vaglio dell’Ente Gestore.

Nessuna ipotesi, invece, è stata fatta per quel che riguarda la manutenzione per ridurre a stretto giro quel 70 – 80% di dispersione e nulla è stato detto sugli investimenti infrastrutturali che potrebbero consentire una maggiore captazione delle acque meteoriche, che oggi si ferma a circa l’11%, come confermato da recenti notizie di stampa.

di Enrico Duratorre