Formia e Golfo: “La meglio gioventù”, “Ecco perchè faremo sempre più fatica a pagare le pensioni in Italia”

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Le scriventi associazioni hanno già avuto modo di interessarsi dell’inverno demografico di Formia e del
golfo. L’invecchiamento della popolazione, testimoniato dall’innalzamento dell’indice che lo misura, è un
dato ineludibile con cui fare i conti, ma ancora privo del giusto rilievo. Quando se ne discute, normalmente,
esso viene relegato al taglio basso, quasi come una nota di colore. Invece le sue conseguenze sono destinate
a divenire una vera emergenza sociale se non s’inverte la rotta.
L’esempio più eclatante è rappresentato dal sistema pensionistico in Italia: nel 1991 c’erano 26,6 milioni di
persone sotto i 35 anni e solo 5,2 milioni sora i 65, cioè un rapporto di 5 a 1 circa. Ebbene tale rapporto è
destinato a divenire circa 1 a 1 nel 2050 se non cambiano le cose.

Il territorio del golfo non sfugge all’impietosa statistica e ve
ne vogliamo fornire qualche dato, escludendo dai conteggi i
cittadini stranieri. Nel 2001 a Formia c’erano 10.384 residenti
cittadini italiani di età compresa tra 20 e 39 anni. Tal fascia di
età costituiva il 30% del totale dei residenti di cittadinanza
italiana. Nel 2023 quelli compresi nella suddetta fascia di età
sono diminuiti a 6.939 e rappresentano il 20% del totale dei
residenti di cittadinanza italiana. Cioè Formia ha perso 3.445
giovani in 22 anni.
La popolazione giovanile formiana viene soppiantata da
quella straniera immigrata, come mostrano le tabelle. Una
vera e propria diaspora giovanile che ha privato la città di
energie, idee, talenti e innovazione. La meglio gioventù
verrebbe da dire, mutuando il titolo del celebre film di Marco
Tullio Giordana.
Ma perché i giovani se ne vanno? Essenzialmente perché
percepiscono che le possibilità di avere un lavoro certo e
qualificato sono assai scarse.

Essi per l’imprenditoria locale costituiscono una “riserva” a cui attingere per brevi periodi, ma in cui il
lavoro stabile e dignitoso non arriva mai. Intanto il tempo scorre, i giovani diventano adulti, i bisogni
cambiano, aumenta la loro richiesta di tutela. Questa, il più delle volte, viene ignorata dal datore di lavoro,
che preferisce rivolgersi alle nuove generazioni, più disponibili ad accettare la precarietà, in un odioso
circolo vizioso.

Un altro motivo per cui i giovani se ne vanno è perché essi ambiscono ad occupazioni dignitose, al pari del
loro elevato titolo d’istruzione che, a Formia e nel golfo, è superiore alla media provinciale e regionale.

Infatti le occasioni di lavoro che il territorio offre -almeno nell’organizzazione attuale- sono scarsamente
qualificate, essenzialmente legate al periodo stagionale turistico, tipo spiagge, ristorazione, movida. Per non
finire ai margini si dovrebbero accrescere e qualificare le occasioni di lavoro, ma anche offrire ai giovani
comportamenti leali e legali da parte di chi amministra e non le sconsiderate prassi familistiche e i
favoritismi delle consorterie politiche di turno. Nel capitale sociale i giovani sono necessari e fondamentali,
perché il futuro di Formia e del golfo è nelle loro mani.

Associazione “Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine”
Associazione “Incontri & Confronti”

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