Formia: IL CORAGGIO ORGANIZZATO…IL CORAGGIO DELLA DENUNCIA…

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Da alcuni giorni, come oramai avviene da diversi anni, nel mormorio del sottobosco di un’afosa estate formiana, nel quartiere di Gianola, (ma sono convinta che non sia l’unico quartiere, anzi), si vocifera di discussioni, zuffe, botte, minacce; si parla, addirittura, di un ragazzo coinvolto in una rissa, durante la quale avrebbe perso l’uso di un occhio, ma naturalmente pochi, veramente pochi sono disponibili a raccontare i fatti e a mettersi a disposizione delle Forze dell’Ordine, perché possa essere fatta chiarezza su episodi dalla violenza incomprensibile.

L’ultimo di questi episodi è di qualche sera fa, sempre a Gianola, dove alcuni esponenti di una famiglia di Forcella, trapiantata ormai da tanti anni a Formia, già protagonista di altri incresciosi episodi del passato, hanno intimorito un altro ragazzo minorenne, minacciato e aggredito il padre del ragazzo, tra l’altro noto professionista della zona, creando un clima di terrore e omertà diffuso.

Un’omertà che, naturalmente, e’ destinata sempre più a crescere, proprio perché le famiglie aggredite e minacciate, hanno dei bambini e per evitare ritorsioni da parte di questa gente “codarda” non denuncia.

Ed è proprio qui il punto cruciale della questione: laddove le persone rinunciano per il bene dei propri cari, deve intervenire la politica e le istituzioni, perché si sostenga con forza la denuncia e la non sottomissione. Perché ci sia una sorta di “coraggio organizzato” dalle istituzioni che spalleggi i cittadini non omertosi.

Difatti, le Forze dell’Ordine faranno le loro indagini e nessuno può e deve sostituirsi a loro, ma bisogna coadiuvarle, proprio perché è dovere della politica e delle istituzioni chiedere con forza e chiarezza e ,soprattutto, difendere un quartiere, stare dalla parte dei suoi abitanti e affermare con fermezza che violenza e abusi vanno condannati soprattutto quando questi metodi arrivano da famiglie, da clan, da chi ha alimentato in questi anni la criminalità organizzata.

Importante esserci per coloro che non vogliono accettare questo stato di cose.

Importante essere al fianco di cittadini che pur timorosi, perché coscienti della realtà, vogliono fare la cosa giusta e mettersi a disposizione degli inquirenti per raccontare ciò che hanno visto, ciò di cui sono stati testimoni.

Innanzitutto , auguriamo al ragazzo che ha perso l’occhio, di rimettersi presto e a chi è stato oggetto di insulti e percosse di trovare la forza della denuncia.

La differenza si fa non ,”non avendo paura”, ma non permettendo che la paura ci faccia vivere in ostaggio dentro casa nostra, dentro la nostra stessa comunità, la paura ci deve aiutare a vivere liberi, non deve essere ignorata, ma gestita con sapienza.

Altrimenti essere cittadino dello Stato diventa senza senso e la perdita di credibilità nelle istituzioni rischia solo di far si che il fenomeno criminale si espanda sempre di più.

Fonte: Pagina Facebook di Paola Villa