L’esposizione si inserisce nel percorso di ricerca dell’artista, articolato in tre istanze fondamentali:
1. Arte da abitare, arte da toccare, arte da sfogliare – un invito a vivere l’opera come esperienza quotidiana, sensoriale, fisica.
2. Dal paesaggio segnato al paesaggio disegnato – una riflessione sulla trasformazione dei luoghi, tra ferite e possibilità di riscrittura.
3. Ecumenica attività spirituale dell’arte – l’arte come spazio di incontro, di ascolto reciproco e di rinnovamento interiore.
A soli quattro giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il titolo della mostra assume una risonanza particolare: “Lo stato dell’arte della famiglia umana” apre una domanda urgente su ciò che accade nelle nostre case, intorno ai nostri tavoli, negli spazi condivisi in cui si definiscono relazioni, conflitti e possibilità di dialogo.
L’installazione di Colaianni, che invita a toccare i materiali e a entrarvi fisicamente, riprende una modalità che l’artista ha spesso portato nelle strade, quando camminava tra la gente con frammenti del suo lavoro, suscitando domande spontanee e dialoghi inattesi.
In quei momenti, l’artista non si poneva come autore distante, ma come persona tra le persone, parte di una comunità in ascolto.
Allo stesso modo, questa mostra diventa l’occasione per costruire insieme il senso dell’incontro

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