FORMIA – Nuovo ospedale, opzione pastificio. Tallerini: “Tanti buoni motivi per dire sì”

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“E’ adiacente al Dono Svizzero, è nel centro della città, costa sette volte meno di un policlinico da costruire ex novo e non richiede tempi biblici per vederlo realizzato. Il progetto mi convince ma è importante raccogliere il consenso di tutti”. Il presidente del Consiglio Comunale Maurizio Tallerini promuove l’opzione “pastificio” per l’ampliamento e potenziamento dell’attuale ospedale. “Una struttura nuova – ammette – rappresenterebbe la soluzione ottimale ma quanto costerebbe? Minimo 200 milioni di euro. Dobbiamo dircelo con chiarezza: la situazione finanziaria della Regione non autorizza sogni di gloria. E allora? Aspettiamo altri trent’anni e ci rassegniamo a convivere con disservizi, deficit strutturali, gap di tecnologie?” Via libera all’idea del sindaco di acquisire l’ex pastificio Paone, previa elaborazione di uno studio di fattibilità. “Consentirebbe – spiega Tallerini – di liberare una enorme quantità di spazi da utilizzare per incrementare le degenze, potenziare l’emergenza e migliorare l’efficienza dei reparti, molti dei quali già ristrutturati di recente e quindi bisognosi più di tecnologie e strumentazioni che di infrastrutture. Perché è più utile potenziare i servizi piuttosto che abbellire le strutture. Riconvertire l’ex opificio significherebbe avere nel giro di pochi anni un ospedale potenziato ad un costo di poche decine di milioni di euro e, se le condizioni tecniche e statiche lo consentissero, anche un piccolo eliporto per l’approdo sul tetto delle eliambulanze. Garantirebbe poi la riqualificazione del pastificio. Struttura che, viste le note vicende giudiziarie, rischia di restare per lungo tempo abbandonata a se stessa. Un monumento post-industriale nel cuore della città? Credo che Formia abbia bisogno di ben altro”. Quanto all’impatto su viabilità e parcheggi: “Il vecchio progetto di riconversione a supermercato – sostiene Tallerini – già prevedeva un parcheggio interrato con centinaia di posti auto. Spazi ce ne sono anche fuori, lato mare. Non sarebbe un problema”. Perché la Regione vi investa c’è bisogno che il progetto raccolga il beneplacito dei comuni del Golfo. “Invito i consiglieri comunali di Formia ad affrontare la discussione con serenità e collegialità. Altrettanto spero che facciano i Consigli Comunali delle altre città. Sarebbe importante arrivare a sottoscrivere un documento comune da sottoporre alla Regione. Il progetto – conclude – acquisirebbe a quel punto un peso determinante e l’obiettivo potrebbe essere raggiunto”.

 

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