Formia: Paola Villa. Il Caso Paone e quei lavoratori dimenticati da tutti

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Ormai è certezza: la Corte d’Appello di Roma ha confermato la decisione del Giudice del Tribunale di Cassino, la Domenico Paone S.r.l. dovrà lasciare lo stabilimento di Penitro, che diventerà di proprietà della Gorex, società di Salerno sempre produttrice di pasta, che però non detiene il marchio “PASTA PAONE”.

Eppure nessuno, né la politica locale, né i rappresentanti che questo territorio ha eletto a livello nazionale è intervenuto sulla vicenda, quantomeno per chiedere: quali sono i progetti per il futuro della società “Domenico Paone srl”, che fine faranno i 32 dipendenti messi in cassa integrazione dallo scorso settembre, che cosa accadrà quando il prossimo 4 marzo la cassa integrazione ordinaria finirà e tutti, operai e le loro famiglie, si troveranno senza alcun ammortizzatore sociale, in quanto saranno decadute tutte le motivazioni con le quali si è ottenuta la cassa integrazione. 

Insomma continua una storia drammatica che da diversi anni vede la Domenico Paone srl, una delle poche realtà industriali del nostro territorio, al centro di un vortice di eventi che l’hanno vista soccombere. Dove un liquidatore ha “spaccottato” un patrimonio non solo della famiglia Paone, ma di un intero territorio, creando il caso di vedere il marchio della produzione aziendale in mano ad una società e l’immobile dove c’è la produzione in mano ad un’altra società, la Gorex appunto, che oggi ne diventa proprietaria. Uno “spacchettamento” definito dagli stessi sindacati anomalo, ma che arriva solo alla fine di una storia ancora più anomala, che ha visto la reale distruzione di una realtà produttiva e fiorente dell’intera regione Lazio. 

La realtà industriale, guidata dal manager italo argentino Alejandro Octavio Quentin  si era aggiudicata nell’ottobre 2019 il concordato preventivo numero 4 autorizzato dal Tribunale di Cassino nel 2015 in seguito alla sofferenza economica ed imprenditoriale subita dalla precedente e più longeva struttura societaria. 

Il concordato concedeva due anni alla Domenico Paone, per trovare una nuova collocazione alla produzione di pasta, inoltre i lavoratori rimasti fedeli all’azienda hanno creduto nel nuovo progetto imprenditoriale, hanno stretto i denti, in questi anni non hanno fatto pressioni, hanno creduto e voluto combattere affinché il marchio “Paone” restasse sul territorio e fosse rispettato.

Possibile che non si riesca a trovare uno spiraglio? Possibile che ad oggi la “Domenico Paone srl” non dia delle risposte e che 32 famiglie non sappiano cosa avverrà tra meno di un mese e che l’intera città conosca la realtà e la verità sull’intera vicenda. 

È ora che qualcuno risponda, che non si permetta in primis la perdita dei posti di lavoro e non si arrivi alla dispersione di un marchio industriale e alla disgregazione di una realtà produttiva ed economica.

Paola Villa 

Consigliera Comunale Formia 

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