Formia: Presentazi​one libro ONORA LA MADRE di Angela Iantosca

Il Paese delle meraviglie a Minturno


“Sin da bambina mi sono interessata agli ultimi, agli emarginati, alle storie difficili, alle ingiustizie. In quegli anni affonda le radici la mia attenzione verso i temi che hanno a che fare con la legalità, con l’educazione civica, con l’educazione alla bellezza”.

Così Angela Iantosca, giornalista, sempre molto attenta al mondo delle donne, e delle donne coinvolte e travolte dalla criminalità organizzata in particolare, spiega in poche parole quali siano i motivi che l’hanno spinta a dedicare la sua attenzione alle storie di un mondo al femminile, quello delle donne di ‘ndrangheta, raccolte nel suo libro “Onora la madre”. L’intento è quello di dare voce a chi, normalmente, non ha voce e subisce supinamente le decisioni dei maschi in una società, come quella criminale calabrese, in cui, purtroppo, il ruolo della donna, vocata ad educare i figli agli pseudovalori dell’omertà e della vendetta,  è relegato al modello ancestrale della madre, sorella e sposa, vista solo come proiezione della volontà dell’uomo, che concede loro, al massimo, di sostituirlo durante la latitanza o la detenzione.

Nel libro, invece, emergono prepotentemente dei ritratti di donne che hanno una parte attiva e rilevante nei processi decisionali, sia all’interno che all’esterno del clan e, nel caso di Lea Garofalo e Giuseppina Pesce, collaboratrici di giustizia che hanno scardinato con le loro dichiarazioni la struttura dell’organizzazione criminale, rappresentano un elemento di rottura nel sistema ed offrono una chiave di lettura nuova per una conoscenza più approfondita della Calabria d’oggi, terra bellissima e generosa, popolata di tanta gente onesta, ma costretta a convivere da sempre con la criminalità ed i suoi sottoprodotti di malcostume, di traffici illeciti, di raccomandazioni, di corruzione.

La Calabria non è fatta solo di malavitosi“, prosegue l’Autrice, “ma è fatta di tantissima gente onesta che, nonostante le difficoltà, nonostante quelli che l’hanno rovinata e rendono impossibile la vita, hanno scelto di lavorare onestamente nel proprio piccolo, non scendendo mai a compromessi. La Calabria mi ha donato nuove famiglie e mi ha permesso di conoscere donne, bambini e uomini che feriti dalla ’ndrangheta, da innocenti, hanno deciso di lottare in prima linea per far ascoltare la propria voce e per fare in modo che di quella terra non si parli solo a causa dei morti“.

Immagini toccanti di una terra generosa che rivivono anche nell’intervista a Marisa Garofalo, sorella di Lea, di cui si sono svolti recentemente i funerali a Milano, città nella quale la “testimone di giustizia, quindi una donna che non aveva mai avuto a che fare con le attività della sua famiglia, pur essendo cresciuta in una famiglia di ’ndrangheta“, dopo aver trovato l’amore, aveva “creduto di poter fuggire dal suo sistema familiare“. Lea “si rese conto che anche il compagno faceva parte della ’ndrangheta, pur vivendo a Milano. Per questo decide di cominciare a parlare. E lo fa per sé e per sua figlia Denise. Ma la ’ndrangheta non perdona e se fai l’infame sarai punito“, quello che purtroppo accade a Lea, una delle donne coraggiose ritratte nel libro.

Per ascoltare le testimonianze preziose raccolte dall’autrice e discuterne assieme, le donne del PRESIDIO di FORMIA dell’Associazione LIBERA.Associazioni,nomi e numeri contro le mafieinvitano tutti alla presentazione del libro “Onora la madre” di Angela Iantosca, edizioni Rubettino, che si terrà VENERDI 13 DICEMBRE alle ore 19,00 presso la chiesa di S. Erasmo a Formia alla presenza dell’autriceModererà l’incontro Concetta Casale.

le3cshop.com