Formia: QUI SI STA LOTTANDO PER IL DIRITTO A VIVERE E NON PIÙ QUELLO ALLA SALUTE…

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È da qualche settimana che circola all’interno della struttura ospedaliera di Formia una circolare a firma del direttore sanitario, il dottor Ciarlo, che stabilisce che dal mese di luglio, quindi da domani, saranno dimezzate le sedute operatorie di “elezione” ( ossia le operazioni programmate ) presso il reparto di Chirurgia del DONO SVIZZERO DEA di I livello.

A questa decisione estrema si arriva a causa di una grave carenza di personale e quel ridotto numero di medici ed infermieri in servizio, giustamente, deve essere messo a disposizione innanzitutto per le urgenze chirurgiche. I chirurghi oggi in servizio sono 8, 2 sono primi operatori e 6 collaboratori, tutti rischiano di fare turni ai limiti di legge mettendo a rischio la propria professionalità e la qualità delle prestazioni.

Inoltre sempre al DONO SVIZZERO e sempre presso il reparto di chirurgia è ormai da diversi giorni che è stato definitivamente chiuso l’ambulatorio di Diagnostica Vascolare. Di questo ne avevamo dato notizia il 30 marzo scorso, chiedendo l’intervento dell’Assemblea dei sindaci del DISTRETTO SOCIOSANITARIO LT5, ma nulla è avvenuto e a quell’unico incontro organizzato presso il comune di Formia, la direttrice generale della Asl, la dottoressa Cavalli, non si è neanche presentata.

Sempre in questi giorni altro provvedimento che si sta vagliando è quello di ridurre di 1/3 i posti letto della chirurgia, depotenziando ulteriormente l’offerta sanitaria nel periodo estivo, quello in cui, qui nel sud pontino, l’utenza triplica.

La direttrice generale, la dottoressa Cavalli, non può restare ancora con le mani in mano, ora si sta veramente toccando il fondo e i servizi sanitari offerti dall’unico ospedale del sud pontino stanno diventando inefficaci e inconsistenti, tanto da mettere in pericolo la vita delle persone.

Eppure nel 2020 la regione Lazio ha sborsato 128 milioni di euro per rimborsare il privato “solo” per l’emergenza covid, milioni che raddoppiano nel 2021.

Dei 118 milioni ottenuti dallo Stato, in seguito al covid, per migliorare le strutture ospedaliere della Regione Lazio, solo 24 milioni sono stati spesi, per il resto ancora stiamo in alto mare.

E intanto qui si LOTTA per il diritto a VIVERE, quello alla SALUTE è ormai naufragato da un po’, da quando la politica gioca a scacchi per mettere i direttori generali secondo le correnti di partito (tutti i partiti, nessuno escluso), da quando i concorsi servono ad accontentare i politicanti territoriali, da quando i trasferimenti interegionali degli infermieri e dei medici vengono ottenuti SOLO per amicizie politiche e “consolidare” maggioranze consiliari e soprattutto da quando i privati, pur essendo investiti da indagini e querele, con la scusa del “convenzionato” tolgono i soldi al pubblico e fanno business.

Fonte: pagina web (Facebook) di Paola Villa