Fare Verde Monte San Giovanni Campano critica la gestione del Servizio Idrico Integrato, definendola fondata su una logica che preferirebbe rincorrere l’emergenza invece di risolverla alla radice.
Secondo il testo diffuso dall’associazione, invece di programmare interventi strutturali di ammodernamento e sostituire condotte ormai obsolete, si sceglierebbe la politica del “rattoppo continuo”. Vengono citate squadre impegnate ad applicare riparazioni temporanee su tubature danneggiate, in un ciclo di scavi, asfaltature provvisorie e nuove crepe che si aprirebbero a poca distanza.
Fare Verde sostiene che il risultato di questa strategia sia la dispersione nel sottosuolo di oltre la metà dell’acqua potabile immessa nella rete comunale, prima ancora che raggiunga le abitazioni.
L’associazione indica come esempio emblematico la maxi perdita ancora attiva in località Scaccia. Nel testo si afferma che migliaia di litri d’acqua vengano assorbiti dal terreno ogni giorno, mentre gli interventi messi in campo vengono definiti palliativi e non risolutivi.
Fare Verde Monte San Giovanni Campano conclude sostenendo che le perdite di acqua potabile siano ormai entrate a far parte del paesaggio e delle spese sostenute dalle famiglie.