Gaeta: Il Coronavirus ha messo in evidenza come solo le strutture pubbliche ed i loro dipendenti possono fare la differenza in condizioni di crisi.

Il Paese delle meraviglie a Minturno


Il PC intende manifestare pubblicamente tutta la propria vicinanza e gratitudine nei riguardi di medici e   infermieri del nostro territorio che, come in tutta Italia, non sono soltanto sottoposti ai maggiori rischi di contagio da Coronavirus ma anche soggetti a ritmi e condizioni di lavoro pesantissimi.

Quello cui assistiamo tuttavia non è solo frutto di condizioni eccezionali ma conseguenza di precise scelte che hanno coinvolto il sistema sanitario negli ultimi anni, le cui drammatiche ricadute non sono mai state messe a nudo come in questa circostanza. Scelte volute dall’Unione Europea ed eseguite servilmente dai maggiori schieramenti politici susseguitisi al governo a tutto vantaggio del business della sanità privata. Ora i nodi vengono al pettine.

Il Coronavirus ha messo in evidenza come solo le strutture pubbliche ed i loro dipendenti possono fare la differenza in condizioni di crisi. Ha messo in luce però a maggior ragione quanto proprio gli attacchi subiti dal sistema pubblico siano stati devastanti e quanto le nostre reiterate denunce fossero purtroppo fondate. Attacchi che hanno reso sempre più difficile la gestione dell’ordinario ed hanno completamente polverizzato le riserve di sicurezza necessarie ad affrontare in modo efficace situazioni come la presente. 37 miliardi di Euro sottratti alla sanità pubblica italiana in meno di 10 anni e 42800 dipendenti a tempo indeterminato, persi grazie anche al blocco del Turn Over e al numero chiuso nelle università. Una media di posti letto scesa inesorabilmente fino a 3,2 ogni 1000 abitanti, nettamente inferiore agli standard di altri stati come Francia e Germania. 3600 posti letto in meno solo nel Lazio governato da Zingaretti, con un numero impressionante di ospedali chiusi o fortemente depotenziati in pochi anni. Ciò è particolarmente evidente in provincia di Latina dove, come ripetiamo da tempo, la politica dei pochi centri ospedalieri residui quali Formia e Latina a discapito della rete capillare di nosocomi e Pronto soccorso cui eravamo abituati quali il “Di Liegro“ di Gaeta, mostra già in condizioni comuni effetti fallimentari.

Nella situazione odierna a maggior ragione ogni ora che passa desta più allarme alla luce delle ben note criticità presenti ed il “Dono Svizzero” di Formia appare sempre meno idoneo a fronteggiare da solo l’evolversi degli eventi. Oltre al danno giunge adesso anche la beffa del provvedimento annunciato da Casati, Direttore della ASL, che ha deciso di prendere la palla al balzo per chiudere nelle ore notturne gli ex Punti di Primo Intervento, già recentemente declassati a Punti di Assistenza Territoriale, al fine di concentrarne il personale sull’Ospedale di Formia. L’alibi dell’emergenza sembra consentire un provvedimento da tempo ambito dalla direzione aziendale che potrebbe rilevarsi definitivo. Un’iniziativa che a lungo abbiamo contrastato con successo al fianco dei cittadini in quanto parte di quel disegno di smantellamento di cui oggi vediamo gli effetti catastrofici. Il rischio comune ed il senso di coesione invocato da più parti per affrontarlo rischiano di essere adoperati in modo del tutto strumentale per coprire le gravissime responsabilità politiche ampiamente trasversali, trasformando addirittura gli autori delle peggiori nefandezze contro la salute pubblica in eroi e benemeriti.

L’attuale Governo nazionale, che agisce in piena continuità con i precedenti, ostenta nuovi palliativi per curare le ferite da lui stesso inferte al nostro sistema sanitario. La nostra Giunta Regionale, che ha come Presidente il Segretario del PD, socio al governo della nazione e liquidatore instancabile di ospedali laziali, rassicura i cittadini e promette grandi vittorie. Gaeta però non è da meno. Personaggi di LEU e Sinistra Italiana, grandi supporter di Zingaretti e del Partito Democratico, i cui referenti sono al governo del Paese e della regione, tentano di improvvisarsi improbabili tutori della sanità pubblica e difensori di ciò che resta del nosocomio cittadino dietro le mentite spoglie dell’ennesimo pseudo Comitato civico. Forse tuttavia è ancora una volta il Sindaco Mitrano a superare tutti per sfacciataggine. Dopo avere assistito per anni imperterrito e collaborativo allo smantellamento degli ultimi servizi offerti dall’Ospedale della città che amministra si erge ora a paladino della nostra salute e fa la voce grossa contro gli incompetenti di Palazzo Chigi.

Noi comunisti al contrario, forti del fatto che coerentemente ed in tempi non sospetti abbiamo sempre combattuto le politiche che questi signori strenuamente sostengono, non smetteremo di rivendicare un sistema sanitario pubblico, diffuso sul territorio, efficace e completamente gratuito anche per evitare che circostanze drammatiche simili a quelle che la nostra comunità sta vivendo non tornino a ripetersi.

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