Gaeta: IL FIUME DELL’OBLIO, IL PONTONE E LA POLITICA SENZA MEMORIA: POI NON CHIAMATELE TRAGEDIE. Video esclusivo del Torrente Pontone

Camminare nel letto del torrente Pontone – esordiscono i due ex assessori – è come compiere un viaggio nel passato, in una specie di girone dantesco che ci mostra in pochi metri tutta l’incapacità, l’incompetenza, l’arroganza, l’ignoranza amministrativa e persino il rischio per le nostre vite che è capace di portare un’amministrazione comunale.
Tra poche settimane ricorrerà il triste anniversario che segna i 9 anni – il prossimo anno sarà dunque passato un decennio – dalla terribile morte della signora Concetta Gigliano, e non uso appositamente la parola tragica, perché sarebbe una seconda ingiustizia nei confronti della povera donna che fu ammazzata sì dall’impeto dell’inondazione delle acque del torrente Pontone, ma con la complicità, l’incuria, la strafottenza e l’incapacità delle amministrazioni locali, di chi le dirigeva e in alcuni casi le dirige ancora, i quali non fecero, non hanno fatto e continuano a non fare nulla per impedire che la donna allora, e oggi altri come lei, fosse trascinata per centinaia di metri morendo affogata in quella terrificante notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2012.
Crediamo in tutta onestà – sottolineano Salone e Zazzaro – che nessuno possa più azzardarsi a chiamarla tragedia, perché le tragedie hanno una componente casuale, qui è stata pura e ignobile negligenza ed incapacità, perché le allerte della Protezione civile arrivarono tempestive e circostanziate, ma nessuno le ascoltò. Il sindaco di Gaeta e l’amministrazione comunale erano addirittura occupati a svolgere e portare a termine un Consiglio comunale mentre la povera signora moriva. A confermare quanto dico, solo l’anno scorso, per poco, non fummo costretti ad aggiornare il conto dei morti uccisi dal Pontone e dall’inerzia dei Comuni di Gaeta, Itri e Formia. Una enorme inondazione in poche ore trasformò l’area della Canzatora in un enorme lago: case, cantine, garage e sottoscala furono completamente allagati, le auto galleggiavano e le persone furono portate in salvo da canotti e piccole imbarcazioni.
E anche il 5 dicembre scorso, come nel 2012, l’amministrazione comunale di Gaeta, come le altre, furono avvisate dell’allerta meteo di codice arancione, che corrisponde ad inondazioni, allagamenti, danni gravi e anche al rischio di perdita di vite umane, ma nessuno fece nulla, e infatti per poco non ci scappò un altro morto. Oltraggiando ancora una volta i vivi ma pure i morti. Contando i danni ingenti causati a centinaia di persone. Addirittura il sindaco di Gaeta tentò di correre ai ripari con tre giorni di ritardo, prima con l’ordinanza di sgombero e poi costituendo un fantomatico centro di emergenza dopo due giorni dall’esondazione. Sempre con un tempismo perfetto.
Come se non bastasse – ricordano i due esponenti del movimento Transizione Popolare per Gaeta – appena quattro mesi più tardi, dunque ad aprile 2021, oltre al danno e al pericolo che corriamo con la loro incapacità, dovemmo subire pure la beffa della figuraccia fatta a livello nazionale, a causa del rigetto della domanda di finanziamento per la messa in sicurezza del torrente Pontone da parte del Dipartimento Affari Interni Territoriali del Ministero degli Interni a causa di una istruttoria lacunosa e mediocre presentata dal Comune di Gaeta per carenza di documentazione. Un errore costato 2 milioni e 200mila euro.
Insomma se tutto questo ancora non vi basta per comprendere che non si trattò di tragedia all’epoca, di sfortuna l’anno passato e di qualunque altra fesseria vi racconteranno alle prossime inondazioni, la colpa sarà solo la vostra che dimenticherete le responsabilità. Perchè le immagini questa volta parlano chiaro e testimoniano come la situazione che vedrete è così da sempre, ma nessuno si è mai per davvero preoccupato di risolvere questa vergogna.
Non ci si preoccupa nemmeno di tagliare l’erba, ripulire il letto in tempo per le prime piogge autunnali notoriamente abbondanti, alzare i muretti più bassi, francamente ridicoli dinanzi alla portata capace di assumere il Pontone. Possibile che non vi sia interesse e impegno da parte delle tre amministrazioni comunali locali, nemmeno per programmare una benedetta manutenzione ordinaria di pulizia da poche migliaia di euro ciascuno? Incredibile, chi ha autorità in questo senso dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa alla famiglia Gigliano.
Abbiamo visto – concludono Salone e Zazzaro – come l’amministrazione comunale di Gaeta abbia pensato, tra una luminaria e una intervista farlocca, di realizzare poco distante dalla Canzatora un impianto per la cremazione dei morti, peraltro incassando l’ennesima figuraccia: facendo finta di non leggere le mail della Provincia che per ben tre volte si è opposta al progetto, che infatti è stato poi bocciato. Ma forse-, i morti, prima di cremarli, sarebbe il caso di rispettarli e onorarli con tutto ciò che si è in potere di fare perché drammi del genere o situazioni che anche solo lontanamente possano ricordarli, non accadano mai più”.
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Immagine di copertina tratta dal web