Gaeta: Lettera aperta del Rappresentante d’Istituto del Liceo Scientifico Enrico Fermi

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“Salve,
Sono Diego Nardini, Rappresentante d’Istituto del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Gaeta.
Vi scrivo per informarvi riguardo ciò che sta avvenendo negli ultimi giorni nella mia zona. Cercherò di riassumervi in breve la questione.
In data 28 Luglio 2014, la Dirigente del Settore Politiche della Scuola della Provincia di Latina, attraverso un PEC, inviato al Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Gaeta, intimava il trasferimento di arredi, attrezzature e dotazioni scolastiche dell’ istituto presso una nuova sede situata in Via Calegna dello stesso comune.

Il 1 agosto 2014 si è riunito il Consiglio d’ Istituto che, messo a conoscenza dei fatti, ha richiesto la revoca di tale decisione, nonché l apertura di un tavolo delle trattative alla presenza del Sindaco di Gaeta, del Presidente della Provincia di Latina e di una rappresentanza del Fermi entro Mercoledì 6 Agosto.
Il trasferimento di cui si parla non ha precedenti nei documenti della organo provinciale. Il piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche a. s. 2014/2015 non costituisce presupposto per il trasferimento della sede legale e fisica del Fermi e va contro ciò che afferma la delibera provinciale in cui viene indicata Piazza Trieste come sede legale del nuovo IIS Fermi, atto giuridicamente superiore alla facoltà d’ intervento di un dirigente.
Oltre alle inesattezze dal punto di vista burocratico, l’ istituto si troverebbe a dover affrontare una nuova serie di problemi e difficoltà che lo porterebbero, già nel breve periodo, ad essere declassato e denigrato. Di fronte alla decisione di essere trasferito dalla sede storica, il Liceo trarrebbe solo svantaggi, in quanto la sede di Calegna presenta le seguenti problematiche:
– Numero di classi disponibili minore rispetto al numero di quelle necessarie comprendendo i laboratori, gli archivi, gli uffici amministrativi, la presidenza, gli archivi, la sala riunione docenti, la biblioteca e la sala ricevimento genitori;
–  Mancanza di una palestra;
– Creazione delle cosiddette “classi pollaio”, dove uno studente avrebbe meno spazio di ciò che gli viene garantito dalla legge in seguito alle dimensioni delle aule;
– Non risponde ai requisiti di legge relativi all’ abbattimento delle barriere architettoniche;
– Aumento del traffico dovuta ad una maggiora presenza di studenti che andrebbe a compromettere ulteriormente la viabilità per coloro che transitano e per i mezzi di soccorso.
Questo nuova disposizione degli istituti prevede che la sede storica del liceo venga occupata  dall’ Istituto Nautico Caboto che così verrebbe a trovarsi due strutture fornite di palestre e laboratori (a differenza del Fermi privato di questi). Per l’ennesima volta il Caboto sarà favorito e premiato per un comportamento discutibile: esiste una normativa nella quale si regola il numero di iscrizioni in proporzione agli spazi disponibili.
In questo modo verrà vanificato il lavoro avviato dalla scuola per le attività dell’ anno scolastico 2014/2015.
Ora come studenti noi siamo adirati più che mai con le istituzioni locali per vari motivi. Ogni anno siamo costretti a correre dietro le barricate per salvaguardare il diritto, e sottolineo diritto, allo studio per l’ incapacità delle amministrazioni di far fronte ai problemi dell’ edilizia scolastica o per i capricci di qualche Fondazione col nome di un’ esploratore. Siamo stufi di dover suggerire possibili soluzioni e fare il lavoro dei politici.
Anche l’ istituto Nautico è costretto a dover ospitare alcune classi in una struttura fatiscente chiamata “succursale” situata alle spalle del liceo eppure locali ce ne sono. Basti pensare che tra la scuola secondaria di primo grado Giosuè Carducci e la scuola primaria Virgilio ci sono abbastanza classi da risolvere tutti i problemi del Caboto. Per non parlare della “scuola americana” abbandonata a Calegna che è una struttura all’ avanguardia vuota da troppo tempo.
Come studenti siamo solidali. Di questo passo a Settembre sarà doveroso creare un Collettivo e scendere davvero in piazza con l’ Istituto Nautico per fare la voce grossa indipendentemente dalle decisioni politiche e giuridiche. Parole come occupazione, sciopero e autogestione sono ormai sulla bocca di tutti e a differenza delle amministrazioni noi non facciamo chiacchiere.
Distinti Saluti,”

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