Gaeta: Salone e Zazzaro. “Dopo la stazione, liberate Gaeta”

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INDACO, GIUNTA E DIRIGENTE INDAGATI SULLA STAZIONE DI GAETA, ENNESIMA VERGOGNA PER LA CITTA’. ADESSO SI DIMETTANO Il candidato sindaco per le elezioni amministrative del prossimo anno a Gaeta Antonio Salone e l’ideatore del suo progetto politico “Transizione popolare per Gaeta”, Luigi Zazzaro, chiedono le dimissioni immediate del sindaco e della sua giunta dopo l’ennesimo scandalo riguardo ad un noto un iter amministrativo in città.GAETA, 16 DICEMBRE 2021, – “In questi ultimi mesi, o forse sarebbe il caso di dire in questo ultimo anno – esordiscono i due ex assessori -, abbiamo ritenuto che la nascita stessa della nostra alternativa politica, dovesse fondarsi sui valori, sui principi e sugli ideali, prima di tutto quello di rendere giustizia ai cittadini, agli indifesi, agli ultimi, a chi una squadra non ce l’ha, a chi una lobby non ce l’ha, a chi non vuole essere costretto alla sottomissione di vergognosi schemi medievali dettati dal voto e telecomandati da lontano. Spesso anche al costo di essere impopolari abbiamo raccontato alcune volte per primi le grandi vergogne di queste amministrazione. 
E sulla vicenda della stazione abbiamo voluto raccontare i nomi e i cognomi di questa grande vergogna gaetana, della quale ovviamente si sono accorti la Guardia di Finanza e persino la nazione intera, con una interrogazione parlamentare firmata da decine di deputati. Oggi non siamo felici e non è certo un bel giorno per Gaeta nel dire che avevamo ragione anche noi, ma l’attività della magistratura ci conforta un poco quando credevamo di essere perduti ormai.
Dunque, riassumendo – proseguono Salone e Zazzaro -, in pochi giorni, questa amministrazione ha perso davanti al Tar definitivamente la possibilità di costruire il crematorio, dovendo pagare pure le spese di giudizio, ha incassato la bocciatura della Capitaneria di porto sul porto turistico e ora sono arrivati pure gli avvisi di garanzia sulla stazione. Insomma un resoconto fedele delle devastazioni, dello sperpero di denaro pubblico, dei rischi ambientali, e di una gestione dissennata degli uffici comunali targata Mitrano.
Finalmente tutti i nodi vengono al pettine e speriamo solo che non sia troppo tardi. Tornando alla notizia degli avvisi di garanzia arrivati oggi per il reato di lottizzazione abusiva al sindaco, alla sua giunta e al dirigente al ramo, vale la pena precisare alcuni aspetti ovviamente mistificati dallo stesso Mitrano nel corso di una conferenza stampa a dir poco ridicola andata in scena questa mattina. 
Intanto corre l’obbligo di chiarire – affermano i vertici del Movimento “Transizione popolare per Gaeta” – che si tratta di un concorso in lottizzazione abusiva, ovvero si tratta di un reato commesso – sempre nell’ipotesi accusatoria – anche dal Consorzio di sviluppo industriale, che vende il bene e che solo successivamente viene lottizzato. Ma soprattutto vogliamo porre l’accento su altri passaggi amministrativi che noi riteniamo ben più gravi e che non sappiamo se sono oggetto dell’indagine o non lo sono ancora, o non lo sono per niente. Ci chiediamo infatti per quale motivo viene scorporata la stazione per un’area di circa 2700 metri quadrati e per quale motivo viene permesso a una strana società appena nata di comprare il lotto ad appena 400mila euro, eludendo peraltro gli indirizzi di pubblica utilità. 
Questi sono secondo noi le principali domande alle quali dovremmo cercare risposta, perché è chiaro che queste persone oggi indagate hanno commesso degli errori madornali, approvando la destinazione di un’area già bella spacchettata, dunque lottizzata, secondo la Procura abusivamente.
In attesa di ulteriori sviluppi e risposte – concludono i due -, chiediamo all’amministrazione in carica, al sindaco, alla giunta e alla maggioranza, le dimissioni in blocco, alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni e soprattutto per evitare di compromettere ulteriormente i già fragili equilibri e destini della nostra amata città.