Gaeta: SALONE: “QUANTI SOLDI ALLE ASSOCIAZIONI?” UN FIUME OSCURO DI DENARO TRA TIFOSI E AMICI DELLA PROPAGANDA

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“L’universo delle associazioni e dei contributi che le pubbliche amministrazioni, soprattutto a livello locale, elargiscono a gruppi di privati che si riuniscono per scopi ben precisi – esordiscono i due ex assessori -, è notoriamente luogo ad alto rischio di corruzione, di devastanti emorragie di soldi pubblici, regali, furti più o meno legalizzati, voto di scambio e altre porcherie del genere. Non è un caso infatti se il nostro Paese e persino le istituzioni europee hanno introdotto una serie di norme, alcune anche piuttosto dettagliate e stringenti, sulla regolamentazione dei contributi dati dalle pubbliche amministrazioni alle associazioni e sulla loro trasparenza e rendicontazione. Anche perché le associazioni per loro natura non possono avere scopo di lucro e dunque devono corrispondere ogni entrata con una spesa ben precisa nell’ambito di un progetto a scopo sociale.

Per questo motivo sono state introdotte – ricordano Salone e Zazzaro -, solo per citarne alcune, la legge anticorruzione del 2012, la legge sulla trasparenza del 2013, quella sulle incompatibilità del 2013, quella sugli appalti del 2016 e persino la determinazione Anac del 2017 o la 124 del 2017 sul mercato e la concorrenza. E’ chiaro dunque che esistono una lunga serie di obblighi per le pubbliche amministrazioni ai quali spesso, troppo spesso, queste invece non ottemperano. Prendete il Comune di Gaeta, abbiamo già in passato evidenziato e pubblicamente denunciato il mancato rispetto delle leggi sulla trasparenza, sulla pubblicazione degli atti di gara di alcune opere pubbliche, le spese, le ditte, e persino il mancato aggiornamento del “Piano triennale per la trasparenza e l’integrità”, che deve essere aggiornato annualmente su base triennale.
Discorso analogo per quanto riguarda le associazioni e i contributi pubblici, soldi di tutti noi cittadini di Gaeta che escono dalla casse del Comune e non si sa che fine facciano. 
Una vera e propria pioggia di milioni di euro, della quale si è già spesso e dettagliatamente parlato e che troppo spesso finiscono sempre nelle stesse tasche e alle stesse associazioni. Purtroppo – denunciano i vertici del Movimento “Transizione Popolare per Gaeta” – la documentazione anche qui è vergognosamente lacunosa e in dieci anni di amministrazione comunale targata Mitrano, abbiamo solo qualche sparuta traccia e qualche documento buttato qui e là. Dai quali si evince però la totale assenza di trasparenza. Perché infatti, d’altra parte, sono le associazioni stesse a non rendere conto dell’uso che fanno dei soldi pubblici, in alcuni casi ricevuti per decine o addirittura centinaia di migliaia di euro.

Da qualche giorno – proseguono – stiamo tentando di raccontare proprio questo genere di situazione, che riguarda e ha riguardato l’associazione Sportissimo di cui è rappresentante legale Antonio Pio Marzullo. Ora questa associazione detiene un sito internet che si chiama Sportgaetano, che da tempo segue e racconta tutte le vicissitudini ed evoluzioni delle varie compagini sportive sul territorio gaetano, impegnate nei rispettivi campionati e competizioni di differenti discipline sportive, dal calcio al basket, dalla pallamano alla pallavolo. Il sito chiaramente è condotto dallo stesso Marzullo che microfono alla mano intervista protagonisti dello sport cittadino e confeziona video e dirette. O almeno a questo ci aveva abituato. Perché ora non si capisce bene per quale motivo, da qualche anno, lo stesso Marzullo, è entrato a pieno diritto nella fanteria politica di Mitrano, finendo con fare interviste politiche, giustificare spese pubbliche, magnificare l’azione amministrativa e promuovere l’azione politica. Insomma una sorta di ufficio stampa dell’amministrazione, alla faccia dello sport. E addio Fair Play. E’ chiaro che se ci metti pure che il buon Marzullo ha preso almeno 20mila euro di contributi pubblici nel 2018, viene spontaneo chiedersi e chiederci esattamente quanti soldi abbia preso Marzullo da questa amministrazione a partire dal 2012 e soprattutto cosa ci ha fatto, trattandosi di soldi pubblici regolamentati da leggi ben precise. Domanda che abbiamo rivolto pubblicamente allo stesso Marzullo il quale non solo non ci ha risposto ma è arrivato pure all’attacco e all’offesa personale segno evidente di un nervosismo e di un disagio provocato da queste richieste. Una vergogna.
Ma questa squallida dinamica per la quale si prendono soldi pubblici dalla pubblica amministrazione per poi snaturare i propri scopi associativi a fini propagandistici a beneficio della stessa politica che te li ha dati – aspettando di sapere eventualmente dalle autorità competenti se sia corretta o meno, è certamente disdicevole dal punto di vista morale ed etico.

Stessa dinamica che ha riguardato ad esempio l’universo di associazioni e società dell’imprenditore Max Guadalaxara, beneficiario di svariate centinaia di migliaia di euro (anche da lui aspettiamo di sapere esattamente quanti e cosa ci ha fatto) ricevuti dall’amministrazione comunale, che da tempo ormai regala al sindaco di Gaeta uno spazio quotidiano di monologhi senza contradditorio nella sua webradio nel quale il sindaco racconta solo la propria versione dei fatti in un tripudio di distorsioni e affabulazioni abominevoli.

E così via si assiste alla deliberata distorsione della realtà di siti, sitarelli, blog e simili, spuntati come funghi in città, che danno notizie con toni trionfalistici e magnificano pure se si apre una fontanella, ma tacciono, mentono, e nulla dicono su ciò che pure sanno riguardo a quanto potrebbe anche solo minimamente scalfire la narrazione monotematica e propagandistica della politica e dei suoi signori. Ovviamente costoro, lungi dall’essere riconosciuti formalmente o meno nell’ambito del giornalismo, sono tutti assidui frequentatori degli oboli di Mitrano. L’esercito è molto più lungo e affollato ma per ora possiamo fermarci anche qui. Siamo sicuri – concludono Salone e Zazzaro – e chiaramente ci auguriamo che tutto sia fatto a regola d’arte e seguendo le leggi, ma aspettiamo chiarimenti, spiegazioni, risposte. E soprattutto aspettiamo di sapere quanti soldi sono stati dati alle associazioni in dieci anni e cosa di quei soldi è stato fatto!”.