Gaeta: «Sospensione della democrazia» in atto per le opposizioni

I.T.E. Tallini Castelforte

POLITICA: I consiglieri Antonio Raimondi, Eduardo Accetta, Giuseppe Matarazzo e Augusto Narducci lamentano in una conferenza stampa la mancata convocazione del Consiglio comunale

Si è svolta presso l’Aula consiliare del Comune di Gaeta una conferenza stampa congiunta delle opposizioni, con l’obiettivo di accendere i riflettori su quella che è stata denominata una «sospensione della democrazia». Una situazione molto grave evidenziata dalla mancata convocazione nell’arco degli ultimi tre mesi del Consiglio comunale, secondo i consiglieri Antonio Raimondi, Eduardo Accetta, Giuseppe Matarazzo e Augusto Narducci, che hanno presentato una mozione sulla sentenza del Tar in merito alla questione Tari e un articolo 60 sul progetto riguardante i bastioni dell’Annunziata.

«Il nostro compito di consiglieri di opposizione – ha spiegato Antonio Raimondi – è di controllare e vigilare sull’operato dell’amministrazione. Abbiamo presentato una mozione sulla sentenza del Tar in merito alla questione Tari, in cui chiediamo di rinunciare a qualsiasi attività di opposizione e di procedere al rimborso dei cittadini, e un articolo 60 per richiedere l’immediato fermo di qualsiasi lavoro attinente ai bastioni dell’Annunziata. La situazione sta peggiorando. Non è mai accaduto di trovarsi senza Consiglio comunale per tre mesi e venti giorni. Il prossimo Consiglio è infatti previsto per il prossimo 22 marzo, l’ultimo risale allo scorso 2 dicembre. È questo uno svuotamento del significato di Consiglio comunale e della rappresentanza popolare, una sospensione della democrazia. Inoltre bisogna sottolineare che il bilancio di previsione non è stato approvato entro il 31 dicembre, perché ci sono problemi molto seri, un profondo rosso nonostante si siano portate al massimo tutte le tasse».

Dello stesso parere è anche Giuseppe Matarazzo che parla di pesante danno per la città: «In quest’ultima sessione prima delle elezioni sarebbe stata auspicabile una maggiore attività in Consiglio comunale. Non convocarlo è infatti un grave danno sicuramente per chi amministra, ma soprattutto per la città. In questi mesi sono accadute tante cose, ma non abbiamo avuto la possibilità di parlarne, di discuterne. Tanti progetti per i quali mancano pareri indispensabili per attuarli, come per esempio nel caso dei bastioni dell’Annunziata. Ho l’impressione che non si voglia disturbare colui che chiamo “il manovratore”, mentre ancora non si parla di approvazione di bilancio. Questa città ha diritto a fare un vero salto di qualità, e non può accontentarsi di rotatorie e fuochi d’artificio».

Una situazione diventata insostenibile, secondo Eduardo Accetta «Ci troviamo in una condizione che dimostra palesemente come l’unico manovratore, ovvero il sindaco Mitrano, non permetta alle opposizioni di incontrarsi nella massima assise cittadina, sottraendosi ad un confronto che teme. Abbiamo presentato due mozioni per il problema Tari e per le opere di riqualificazione che stanno distruggendo la città, ma ci sarebbero ancora tante cose da discutere, come Gran Guardia, Pua, situazione della Coifar in riferimento all’esperienza in una società partecipata, piste ciclabili e palasport».

Errate priorità e assenza di garanzia, questo il pensiero di Narducci: «La priorità per la nostra città non era il waterfront, per il sindaco più importante perché più visibile e spendibile, ma il lavoro. Opere e progetti non sono stati discussi in aula, inoltre la presidente di garanzia, Pina Rosato, è a tutti gli effetti in maggioranza, tanto che nelle prossime elezioni appoggerà la candidatura di Mitrano».

Alessandra Aprile
Agenzia di comunicazione Letteraventidue

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